Il Tirreno

La Cgil: pochi medici e infermieri, servizi sanitari a rischio

di Claudio Figaia
L'ospedale di Massa
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L'ospedale di Massa

Massa Carrara, la Cgil denuncia carenza di personale: solo il senso del dovere dei lavoratori evita il caos e danni e disagi ai malati. Il caso del reparto vaccinazini “svuotato”

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CARRARA. Cambierà tutto (o quasi) nella sanità pubblica: una doppia rivoluzione è attesa da qui a breve. Da una parte l’accorpamento delle Asl toscane che scenderanno da 16 a 3, con la nascita di una super azienda da quasi 10mila dipendenti e due miliardi di euro di budget.

Dall’altra la apertura dell’ospedale unico “delle Apuane” con la chiusura dei nosocomi di Massa e Carrara. Una trasformazione che cambierà le abitudini dei cittadini e cambierà il lavoro dei dipendenti dell’Asl, dai medici agli infermieri, dagli amministrativi agli Osa. Il commissariamento che precederà l’accorpamento delle Asl di Massa Carrara, Versilia, Pisa e Livorno in una sola super struttura (un’Aslona già la chiamano gli addetti ai lavori) partirà già dal primo luglio. Mentre a fine ottobre-novembre dovrebbe partire il nuovo ospedale. Tempi stretti dunque, che corrono di pari passo delle preoccupazioni sulla tenuta delle strutture sanitarie territoriali di fronte a questi cambiamenti.

Che, non bisogna dimenticarlo, sono mirati innanzitutto a ridurre le spese. Preoccupazioni che sono della Cgil che, dagli incontri con l'azienda sulla riorganizzazione del lavoro e delle dotazioni organiche necessarie all'ospedale unico, ricava swegnali negativi. «Dobbiamo registrare – dice Valerio Musetti, segretario della funzione pubblica Cgil – che, nonostante le promesse fatte dalla direzione, c’è una forte carenza di personale sanitario. Ci sono operatori socio sanitari (oss), infermieri, medici, ostetriche, tecnici di laboratorio e di radiologia che saltano riposi, prolungano l'orario, o sono costretti a lavorare sotto organico nei presidi ospedalieri e territoriali, nei servizi di area medica, chirurgica, al pronto soccorso, in oncologia, ambulatori territoriali e ospedalieri, sala gessi. Per non dire degli ambulatori per le vaccinazioni dove il dirigente infermieristico ha ben pensato di togliere due infermiere a Massa con ricadute negative sulla vaccinazione ai cittadini e nello stesso tempo chiede o fa ordini di servizio al personale di Carrara di andare a Massa a tamponare le assenze volute, lasciando cosi il servizio di Carrara scoperto». E poi la riduzione di personale nei servizi di assistenza domiciliare «nei quali secondo la delibera regionale 1235 è invece previsto un aumento di organici».

La Cgil, insomma, descrive un quadro di grosse difficoltà per il personale nel garantire la necessaria erogazione dei servizi. Difficoltà aumentate dall’inizio delle ferie estive con la conseguente diminuzione fisiologica di dipendenti al lavoro e il contemporaneo aumento dei carichi di lavoro legati al flusso turistico.

«In questo stato di cose, in mancanza di una corretta programmazione – continua Musetti – , infermieri, medici, Oss, tecnici sanitari, con senso del dovere e di appartenenza continuano a garantire i servizi alla cittadinanza. Ma con il perdurare e l'aggravarsi di questa situazione tali servizi non potranno più essere garantiti e saranno a rischio la qualità ed i servizi stessi». Viceversa, accusa il segretario Cgil, «alcuni dirigenti dell’Asli in mancanza di una seria progettazione e programmazione, sostituiscono il diritto dei cittadini alla salute con la ricerca del taglio di risorse umane e di servizi, spacciano tali operazioni per razionalizzazioni che in effetti non razionalizzano un bel nulla e moltiplicano i disagi e i malumori dei cittadini e del personale sanitario» .

 

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