Il Tirreno

Muore nel sonno Massimo Baratta

di Cinzia Carpita
Muore nel sonno Massimo Baratta

Aveva 62 anni: il politico, sindacalista e poeta è stato stroncato da infarto, lo ha trovato privo di vita in casa la figlia

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un malore improvviso, di notte, e il suo cuore ha cessato di battere: se n’è andato così, in silenzio, a 62 anni, Massimo Baratta. Un infarto nel sonno, lo ha strappato ai suoi cari, alle sue passioni. Un carrarese che ha dato tanto alla sua città, al territorio, attraverso l’impegno sindacale nella Cgil, politico nella sinistra, lavorativo, di un’intera vita. Un impegno anche culturale che lascia, soprattutto con le sue poesie (pubblicate ina varie raccolte) come eredità, a chi le ha già lette e a chi le leggerà.

Massimo Baratta, sempre disponibile con tutti, a detta dei familiari e degli amici, stava bene, era sereno, lavorava come impiegato all’Inps e nel tempo libero andava a pescare. Ma giovedì sera, quando è andato a dormire... non si è più risvegliato. Lo ha trovato ieri mattina la figlia Tilde, privo di vita nel suo letto: abitando vicino al padre, era andata ad accertarsi se si trovava in casa perché non rispndeva alle telefonate della compagna Albina Volpi che racconta le ore peggiori, quando non si trovava con Massimo, l’ansia crescente, la scoperta della sua morte: «La mattina ci sentivamo sempre per telefono. L’ho chiamato, non rispondeva. All’Inps mi hanno detto che non era al lavoro. Sarà andato a pescare? mi sono domandata. Avrà il telefonino scarico. Ho chiesto a Tilde di andare a vedere se c’era la sua auto parcheggiata». L’auto c’era. La figlia con un vicino si è recata in casa del padre: era nel letto. Non c’era più nulla da fare. «Un infarto, mentre dormiva», dice Albina Volpi, «e ancora non ci credo».

Perché in poche ore tutto è cambiato. «Ieri sera eravamo a prendere insieme un aperitivo, facevano programmi, per andare a pescare. Era tranquillo, sereno. So che stava scrivendo nuove poesie. “Quando ne ho un po’, te le faccio leggere” mi aveva detto». Le sue poesie ora viaggiano anche su Facebook, dove gli amici, saputo della sua scomparsa, scrivono i suoi versi. Per ricordarlo con affetto.

Baratta era un uomo del popolo. Era stato nel 2007, a 54 anni, candidato al consiglio comunale per Rifondazione Comunista (una delle liste che appoggiarono la prima candidatura di Angelo Zubbani a sindaco). E portava con se un bagaglio già ricco di d'impegno civile, prima nei movimenti studenteschi e giovanili, poi nel Pci. Per anni ha ricoperto ruoli di direzione nella Cgil provinciale, in cui fu segretario della Filt. Ha avuto incarichi in aziende pubbliche locali: membro del consiglio di amministrazione dell'Amia, presidente delle Farmacie Comunali. E’ stato membro della segreteria provinciale di Rifondazione comunista, e successivamente è passato a Sel. Aveva mantenuto forti legami di amicizia con Fausto Bertinotti segretario del Prc dal 1994 al 2006, è presidente della Camera dal 2006 al 2008 (Bertinotti è stato contattato dai familiari di Baratta, che gli hanno dato la triste notizia). Nel 2007 era andato in stampa il suo settimo libro di poesie "Senza fissa dimora", dedicato ai "disertori", progetto grafico di Roberto Cordiviola, prefazione dell'onorevole Alfonso Gianni.

Poesie e politica. Baratta sosteneva che «se la politica non riesce a fare i conti concretamente con le ingiustizie più odiose si scava la fossa»; diceva che occorre «promuovere la partecipazione popolare per imprimere una svolta netta nelle pratiche di governo e per il controllo sociale e la trasparenza delle aziende e degli enti pubblici, che vanno difesi e riformati per garantire davvero i diritti di tutte e di tutti». Nel 2013 l’ottava raccolta pubblicata; “L’infinito breve”.

Nel 2007 scriveva la poesia “Vita”: “La vita è in braccio alla morte / ho paura del buio / un bacio improvviso / e un raggio di sole si sdraia / con molle eleganza / sul divano umido della malinconia”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa