Attenzione
Zubbani choc: potrei dimettermi entro martedì
L’annuncio fuori dal tribunale: prima del consiglio comunale già convocato valuterò se ci sono le condizioni per portare avanti il mio mandato, oppure no
CARRARA. Le sue dimissioni (finte) per tutta la giornata di ieri sono circolate sul web. Ma, in una pausa dell’udienza preliminare che lo vedeva sul banco degli imputati insieme a un bel pezzo della sua giunta (attuale) e quella passata, è proprio il sindaco Angelo Zubbani a toccare il tasto dolente. E, per la prima volta, manda un messaggio preciso ai suoi interlocutori politici (e al Pd). «Sono impegnato a ricomporre un quadro amministrativo supportato da un quadro politico - ha dichiarato il sindaco alla domanda diretta se ci fosse qualcosa di concreto nelle voci delle sue dimissioni - C’è un consiglio comunale già convocato per il prossimo martedì: entro quella data, o prima, comunicherò se ci sono le condizioni per proseguire il mio mandato, oppure no. Io auspico di presentarmi in consiglio con la ricomposizione della giunta».
Una dichiarazione chiara, che non lascia troppo margine alle interpretazioni.
Insomma il sindaco ancora prima di conoscere le decisioni del gup Antonia Aracri in merito alla richiesta di rinvio a giudizio, aveva parlato, per la prima volta apertamente, della possibilità di dimissioni.
Poi aveva anche affrontato il tema dell’inchiesta.
«Sono venuto qui non in cerca di scorciatoie ma per la verità»: questo lo ha dichiarato il sindaco proprio all'uscita dell'udienza preliminare davanti al gup Antonia Aracri.
«Se dovessimo essere rinviati a giudizio ci difenderemo in tribunale - aveva proseguito il sindaco, rivolgendosi anche al’ex vicesindaco (le sue dimissioni sono state rassegnate ormai da settimane) Andrea Vannucci - Noi come amministrazione abbiamo cercato di avvantaggiare la città nel suo complesso e questo lo dimostrano i dati di bilancio. Certo avremo potuto fare meglio e di più ma io ho la coscienza a posto, sono tranquillo».
Dalle dichiarazioni del sindaco Angelo Zubbani passa meno di un’ora. Dopo 45 minuti infatti arriva il dispositivo della sentenza del non luogo a procedere nei confronti dei 14 indagati.
Il sindaco aveva deciso, già da prima, di non rimanere in aula dove era arrivato puntuale pochi minuti prima delle tre.
«Come ho detto fin dall’inizio in questa vicenda avrei voluto comunque metterci la faccia - aveva concluso il sindaco - Mi sembrava doveroso esserci, anche oggi. Sono tranquillo e accetterò con serenità la decisione del giudice».
E la sentenza Angelo Zubbani l’ha aspettata nel suo ufficio. «Ero convinto prima di aver fatto il mio dovere. Chiarezza è stata fatta - commenta laconico il sindaco - ed è stata ristabilita la verità».
(a.v.)
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