Italia
«Sciopero a oltranza»: sul marmo è lotta dura
Centoquaranta lavoratori in un’assemblea convocata dai Cobas rilanciano la battaglia sul rinnovo del contratto. «A loro i milioni a noi solo le briciole»
MASSA. Centoquaranta lavoratori del marmo riuniti in assemblea chiedono uno sciopero unitario, da tenere entro una settimana, per rilanciare la lotta sul contratto integrativo. «E non torneremo al lavoro fino a quando gli industriali non ci convocheranno» hanno detto dall’assemblea.
Riprendere subito la mobilitazione che dovrà essere unitaria e ad oltranza. È questo il messaggio che hanno lanciato ieri mattina i 140 lavoratori del settore lapideo, che si sono ritrovati nella sala di rappresentanza di palazzo civico per un appuntamento organizzato dai Cobas del marmo. Una riunione dichiaratamente trasversale, alla quale sono stati invitati a partecipare tutti i dipendenti del pianeta marmo, iscritti o meno ai sindacati, militanti dei confederali o dei sindacati di base. E in effetti oltre ai rappresentanti dei Cobas, a discutere in municipio sono intervenuti anche alcuni delegati di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, arrivati da alcune delle più importanti aziende del territorio. Il mandato uscito dall’assemblea è stato forte e chiaro: organizzare uno sciopero di qui a una settimana per rilanciare la battaglia sul rinnovo del contratto integrativo. La trattativa con le associazioni datoriali, lo ricordiamo, si era interrotta a metà maggio quando a fronte della richiesta da parte dei sindacati di un aumento di 15 euro del premio per l’indennità di presenza, le imprese si erano dette disposte a concederne al massimo 2. E poiché nemmeno i tre scioperi che si sono tenuti nelle settimane successive sono riusciti a “smuovere” gli industriali dalle proprie posizioni, dall’assemblea di questa mattina qualche cavatore ha ammonito: «Questa volta, non torneremo a lavorare fin quando non riprenderanno le trattative». Sì perchè quanto è accaduto nel corso di questo mese ha lasciato il segno: tre scioperi, con conseguente "alleggerimento" della busta paga, senza ottenere alcun risultato, nemmeno la riapertura del tavolo di confronto.
Anche per questo, consapevoli della posta in palio e del rischio che le richieste dei lavoratori rimangano ancora una volta inascoltate, l'assemblea ha chiesto una mobilitazione immediata e a oltranza, lanciando un appello ai confederali che si riuniranno questa sera: «Portiamo avanti insieme questa battaglia, perché le cave sono dei lavoratori ma a noi restano le briciole mentre gli industriali fanno i milioni».
Cinzia Chiappini
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