Il Tirreno

Il procuratore medita l’appello

Il procuratore medita l’appello

Giubilaro: ho sostenuto la mia parte, deciderò dopo aver letto le motivazioni

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CARRARA. Un’ udienza durata più tre ore in cui il procuratore capo Aldo Giubilaro ha fatto davvero la parte del leone.

I suoi interventi accompagnati da gesti sono stati di grande veemenza. Un intervento appassionato. Del retso l’indagine sulla tassa marmi è stata condotta proprio da lui. E in aula, davanti al gup ha voluto esserci lui. È stato così anche alla prima udienza.

Dopo le repliche ha chiesto le controrepliche. SI è alzato in piedi (così si vedeva dal vetro della porta chiusa dell’aula delle udienza preliminari) e ha controbattutto con gli avvocati della difesa.

Il procuratore aveva chiesto il rinvio a giudizio, e quindi il processo, per tutti e 14 gli indagati. E ha motivato a più riprese la sua posizione, parlando del danno che gli accordi sulla tassa marmi avrebbero arrecato alla città di Carrara.

Al termine della camera di consiglio e dopo la lettura del dispositivo della sentenza il procuratore capo si è allontanato passando accanto ai rappresentanti di Assemblea permanente che, insieme alla consigliera comunale Caludia Bienaimè hanno assistito, fuori dall’aula all’intera durata dell’udienza.

«Ho sostenuto la mia parte - dichiara il procuratore capo - ma la parte giudicante ha deciso diversamente». Ma il procuratore non considera ancora chiusa la “partita”. «Vedremo le motivazioni (attese fra trenta giorni) e poi valuterò se impugnare o meno la sentenza».

Ma che cosa potrebbe succedere ora? Le strade da percorre sono due: appellare la sentenza del gup o riaprire le indagini ed evitare così il rischio di prescrizione che era legato al fascicolo andato in discussione davanti al giudice Antonia Aracri. La Procura potrebbe cioè decidere di ampliare il raggio delle indagini e andare ben oltre il 2008 per valutare la situazione della tassa marmi da allora ai giorni nostri. La spada di Damocle sul fascicolo andato all’esame del gup era proprio che, per i tempi, la prescrizioen poteva essere comunque fopssero andate le cose molto vicina perché il fatto contestato era relativo al 2008, anno dell’accordo sulla tassazione. Il procuratore potrebbe decidere di riaprire il fascicolo ed estendere le indagini. O fare appello. Tutte ipotesi su cui al momento il procuratore capoAldo Giubilaro preferisce non sbilanciarsi, almeno fino alla lettura delle motivazioni della sentenza. Intanto non nascondono l’amarezza i rappresentanti di Assemblea permanente che hanno assistito alla lettura della sentenza proprio fuori dall’aula dove sono rimasti per oltre tre ore.

Volti tirati e scoramento quando si comprendere, anche attraverso il vetro dell’aula, quel “il fatto non sussiste” pronunciato dal gup Antonia Aracri.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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