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Concorrenza sleale sul caro estinto: servizi funebri nei guai

Concorrenza sleale sul caro estinto: servizi funebri nei guai

Quattordici notizie di reato sul tavolo della Procura dopo indagini dell’Ispettorato del lavoro in Lunigiana

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MASSA CARRARA. Dopo il decesso del caro estinto offrivano alle famiglie un servizio completo dalla camera ardente, al trasporto della salma dai vati ospedali del comprensorio fino alla conclusione del rito funebre e alla tumulazione. Tutto ok, se non per il fatto che non avevano né personale né mezzi propri e si appoggiavano a delle associazioni di volontariato Onlus. Per l’Ispettorato del Lavoro di Massa Carrara e Lucca si tratta di attività irregolare che si configura come concorrenza sleale alle imprese del settore funebre.

L’indagine svoltasi in Lunigiana e coordinata dalla Procura di Massa era partita nel febbraio scorso da parte della Direzione Territoriale del Lavoro con il nucleo ispettivo dei carabinieri (Nil). Ha portato alla denuncia di nove di queste attività e di tre Onlus. Sono state stilate 14 notizie di reato per persone facenti capo ad associazioni di volontariato-onlus situate nel territorio lunigianese e imprese che svolgevano i servizi; un lavoratore è stato segnalato alla Procura per false dichiarazioni, sono stati riscontrati 15 casi di lavoratori in nero, effettuate 4 riqualificazioni di lavoro autonomo, una sospensione dell’attività imprenditoriale. Sono state elevate sanzioni per circa 200mila euro (199.669,75 per la precisione)sia di carattere amministrativo che penale. Sono stati recuperati premi Inail e contributi Inps per 52.404,52 euro.

Ora tutto il materiale è sul tavolo della Procura.

A illustrare l’operazione di vigilanza sui servizi funebri effettuata in Lunigiana, è stata la direttrice dell’Ispettorato del lavoro, dottoressa Annamaria Venezia, alla presenza del colonnello Aniello Speranza comandante del Gruppo carabinieri Tutela del lavoro di Roma, e del personale Nil: il comandante Luigi Ricci, gli ispettori Mariano Ferro e Maria Grazia Segnani, gli appuntati scelti Massimiliano Marini e Eliseo Scarpetta.

E’ stata svolta un’attività di intelligence a cui sono poi seguiti eccertamenti diretti, in aziende, e anche negli obitori.

«Un sistema ormai consolidato di irregolarità», è stato spiegato. Cioè che andava avanti da tempo. Secondo gli accertamenti «operazioni fraudolente nell’impiego di manodopera, personale proveniente dalle associazioni Onlus inviato alle imprese che effettuavano i servizi funebri. Stesso meccanismo per i mezzi speciali per il trasporto salma. Manodopera e uso dei mezzi erano a carico delle imprese utilizzatrici - violazione della legge 276/2003».

Secondo l’Ispettorato, le aziende finite nel mirino, non avendo personale né mezzi propri, non avevano oneri a carico, non c’era il rischio d’impresa (assunzioni, contributi ecc.) e utilizzavano le Onlus ad esempio per il trasporto salme (noleggio del carro funebre e percorsi). Il servizio completo fatto pagare alla clientela poteva risultare perfetto, ma per l’Ispettorato, c’era una concorrenza sleale nei confronti di altre agenzie funebri in Lunigiana che svolgono con personale e mezzi propri, in piena regolarità, le loro attività.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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