Il Tirreno

l'udienza

Visite mediche hard, in aula il racconto delle ex pazienti

Alessandra Vivoli
Aula di tribunale
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Aula di tribunale

La testimonianza: per togliermi il gel dopo la mammografia il medico mi ha infilato le mani dentro le mutandine

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LUNIGIANA. «Mi stava facendo la mammografia quando un po’ di gel mi è caduto sulla pancia: il medico ha subito cercato di pulirmi e mi ha infilato le mani nelle mutandine. Dentro. Io gli ho urlato: ma che cavolo fai? Ero scioccata anche perché dentro allo studio c’era anche mio figlio di dieci anni che era poco distante, intento a giocare alla play station. Ma non è finita qui. Dopo dieci minuti che avevo terminato la visita mi è arrivato un sms: sono il dottor Ghio. Ti rivedrei volentieri perché sei uno schianto e hai un gran bel sedere. Ho uno studio a Spezia e un lettino nuovo che vorrei provare con te». Sembra di essere sul set di un film hard. Ma questo racconto è stato fatto in tribunale da una delle ex pazienti del dottor Ermanno Ghio, il dottore accusato da 18 donne di molestie aggravate dal fatto che le vittime erano sdraiate sul lettino dello studio che il professionista aveva all’interno dell’associazione il Faro a Terrarossa. L’episodio raccontato risale al 2010, la ex paziente ha detto al giudice, Giovanni Sgambati, che lei quella visita non se la dimenticherà mai più.

Sul banco dei testimoni anche un’altra ex paziente che ha parlato di un fatto avvenuto nell’aprile del 2005. «La palpazione del seno era andata avanti parecchio, tanto che mi ero molto preoccupata - ha raccontato la signora - Il medico stava zitto, solo alla fine mi ha detto: tutto ok. La sera a casa con il mio compagno ho ricevuto un sms da un numero a me sconosciuto. “Complimenti hai vinto”. Credevo fosse lo scherzo di una mia collega di lavoro. Così ho risposto: Ah sì, e cosa? “Una cena dove vuoi tu. Sono uno che oggi ti ha visto nuda e gli sei piaciuta molto”. Alla domanda diretta se era il medico che mi aveva visitata ha risposto di sì». La donna ha trascritto tutti gli sms che sono finiti nel faldone del pm Alessandra Conforti. Dopo le ex pazienti sul banco dei testimoni sono state sentite anche le assistenti del centro dove avvenivano le visite. Una di loro ha raccontato: «Mi fermò una ex paziente al supermercato per dirmi che quel medico era un maiale. Voleva sapere chi gli aveva dato il suo numero di cellulare visto che lui le aveva mandato degli sms per chiederle di uscire e di prendere un caffè con lui». Le presunte vittime delle molestie del dottor Ghio sono diciotto. Solo due si sono costituite sono parte civile.
 

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