Attenzione
Tragedia Campocecina, serve un’altra perizia
Ma sarà il gip, dopo l’ennesima richiesta di archiviazione della procura, a dire se si va avanti
CARRARA. Servirebbe un’altra superperizia sui resti dell’aereo trovato a Campocecina per stabilire se quell’incidente, avvenuto il 2 febbraio del 1992, che costò la vita al tenente colonnello dell’Aeronautica Alessandro Marcucci e all’avvistatore Silvio Lorenzini fu un attentato, come sostengono l’associazione antimafie Rita Atria e i familiari delle vittime, oppure no. Sarà il gip a dire una parola definitiva per il supplemento di indagini nell’udienza del 2 luglio, dopo che la procura ha chiesto l’archiviazione del caso. Decisione questa impugnata da quelli della Rita Atria. Il sostituto procuratore Vito Bertoni, titolare dell’indagine, del resto non poteva fare altrimenti che chiedere l’archiviazione perché non c’era più tempo per affidare l’incarico ad altri consulenti per fare una perizia sui resti meccanici del Piper che si è abbattuto mentre era in servizio di avvistamento incendi. In questo modo sarà il giudice a disporre, se lo riterrà opportuno, un’altra perizia. Stavolta sui resti meccanici e non su quello che resta dei due corpi fatti riesumare apposta per accertare la verità. I periti però esaminando quel che restava del tenente colonnello hanno detto che eventuali tracce di esplosivo si posso trovare solo sulle parti metalliche del velivolo.
Per l’associazione Antimafia “Rita Atria”, che ha fatto riaprire le indagini con un esposto, non si trattò di un incidente, ma di un duplice omicidio legato alla strage di Ustica. Il 2 febbraio 1992 i piloti Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini a bordo di un velivolo antincendio si schiantarono in condizioni di ottima visibilità sulle montagne di Carrara dopo essere decollati dall’aeroporto del Cinquale a Montignoso. Da marzo del 2013 la procura di Massa ha riaperto il caso con l’ipotesi di reato di omicidio contro ignoti, grazie alle pressioni di associazioni antimafia. Un elemento che fa propendere per l’ipotesi dolosa è che Alessandro Marcucci era un ex pilota dell’aeronautica militare coinvolto come testimone nell’inchiesta per la strage di Ustica.
La perizia che è stata al vaglio del pm Bertoni era corredata di un dvd in cui sono state registrate le fasi non solo delle autopsie, ma anche della riesumazione dei corpi delle vittime. Il materiale era tanto e quindi occorreva valutare con attenzione ogni particolare. I periti che sono stati di supporto al magistrato, e al procuratore capo Aldo Giubilaro che, dopo il trasferimento di Bertoni, resta l’unico titolare dell’inchiesta, però hanno detto chiaramente che il loro lavoro non è completo. Il 2 luglio si scoprirà se la vicenda finisce qui oppure se continua..
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