Il dolore
Sconti sulla tassa marmi, si torna dal gup
Nella seconda udienza dovrebbero essere definiti i rinvii a giudizio per il sindaco e 14 indagati
CARRARA. Presunti sconti sulla tassa mamri: stamani il il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, assessori ed ex assessori e rappresentanti delle associazioni di categoria si ritrovano davanti al gup Antonia Aracri per la seconda udienza. Quella in cui potrebbero essere definiti i riniviia giudizio.
Per l'inchiesta sui presunti sconti sulla tassa marmi, che ha portato 25 milioni in meno nelle casse comunali, le richieste di rinvio a giudizio riguardano tutti coloro iscritti, già a suo tempo, dopo le prime fasi dell’inchiesta, nel registro degli indagati. Una quindicina di nomi eccellenti dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani a 5 assessori in carica (Andrea Vannucci, Giuseppina Andreazzoli, Giovanna Bernardini, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi), tre ex assessori (Andrea Zanetti, Giovanni Nannini e Roberto Dell'Amico), due dirigenti comunali, Marco Tonelli e Stefano Pennacchi, oltre ai 4 rappresentanti provinciali di Legacoop (Chiara Grassi), Confartigianato (Gianfranco Oligeri), Cna (Antonio Chiappini) e Massimo Maggiani (Api). La Procura ha individuato, sia nel Comune che nelle associazioni di categoria che hanno sottoscritto gli accordi, “responsabilità penali in ordine al reato di abuso di ufficio (art. 323 del Codice penale)”. Le accuse. L'ipotesi accusatoria è quella secondo cui amministrazione e associazioni di categoria avrebbero "alleggerito" negli ultimi cinque anni la tassa marmi, portando meno introiti nelle casse municipali.
Il capo di imputazione contestato è abuso di ufficio per aver fatto pagare meno tasse (inferiori anche di un decimo) agli imprenditori che scavano il marmo sulla base di un accordo del 2009 e che la Procura di Massa ritiene in violazione della legge regionale del 1998 che prevede un contributo e un canone di concessione sulla base del valore di mercato dei beni estratti, blocchi e scaglie.
Il precedente. La prima udienza, il mese scorso si era conclusa dopo un’ora e mezzo con la non ammissione della parte civile, l’associazione Oro Bianco che si è costituita con l’avvocato Vittorio Briganti.
Nel frattempo il giudice ha esaminato il copioso fascicolo di memorie difensive presentate agli avvocati dei quindici indagati dei quali in aula.
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