Il dolore
Partono fra le proteste i centri estivi per ragazzi
Apuafarma spiega i servizi educativi e ludici, ma un gruppo di famiglie di bimbi disabili contesta al Comune l’organizzazione dell’assistenza
CARRARA. Si apre fra le polemiche l’edizione 2015 di Estate Ragazzi con le gestione dei Centri estivi comunali da parte di Apuafarma. Dal primo luglio al 14 agosto, per i bambini dai 3 ai 12 anni saranno a disposizione 4 centri estivi diurni presso le materne di via Luni e via Bassagrande, e alle elementari del paradiso e di villa Ceci. 30 educatori, 4 assistenti alla persona, mensa, trasporti scolastici, accesso alle piscine comunale e alla spiaggia comu8nalee quella colonica della marina militare.
Un gruppo di famiglie, in u na lettera aperta, si lamenta sostenendo che il servizio del Comune sarebbe discriminatorio «in quanto i ragazzi con disabilità continuano a non usufruire del diritto di avere il medesimo monte ore offerto ai normodotati». Un problema che era sorto già lo scorso anno. «Nonostante le battaglie e le promesse ricevute, anche in questa edizione le disuguaglianze continuano. L'articolazione del progetto prevede che le ore con la presenza dell'assistente restino le medesime del passato (a seconda dei casi da 9 a 15 ore settimanali contro le 40 dei normodotati) con la novità di poter richiedere di aumentare le ore citate con attività pomeridiane all'interno di gruppi formati da ragazzi disabili di 7/8 unità ma seguiti da una sola assistente per ogni gruppo».
Il presidente di Apuafarma Fabrizio Volpi spiega che invece quest’anno per i disabili c’è la possibilità di attività ludiche pomeridiane oltre alle attività didattiche del mattino. «Gli Educatori destinati alla cura dei centri conducono secondo orari predeterminati progetti socio-educativi personalizzati per i 30 bambini disabili iscritti (ciascuno dei quali avrà 6, 9, 12 ore massime settimanali stabilite dal servizio sociale). Per il progetto di accudimento dei bambini disabili in fasce orarie diverse dai progetti socio-educativi, come stabilito dai Servizi Sociali, si metteranno a disposizione 8 Assistenti alla Persona (O.s.a. O.s.s.) e spazi adeguati al risposo e al cambio dei bambini con handicap».
Le famiglie che sollevano lamentele ritengono che nel pomeriggio il rapporto di assistenza (operatore-ragazzi) non sarebbe sufficiente, e che «i gruppi di lavoro pomeridiano sono formati da soli ragazzi con disabilità», mentre Apuafarma sostiene che ci sarà integrazione con i normodotati. Ma la lettera aperte sottolinea che «per talune situazioni» relazioni mediche prevedono il rapporto di assistenza 1 a 1 in maniera continuativa. La situazione prospettata nell’incontro indetto giorni fa dal Comune, avrebbe «convinto la maggior parte delle famiglie a rifiutare la possibilità dell’accudimento per più ore».«I presenti all'incontro sopra ricordato, compresa Apuafarma, non hanno saputo dare una risposta convincente e tranquillizzante».
Il presidente di Apuafarma spiega che 9 famiglie con ragazzi disabili hanno pagato la retta completa di 120 euro comprendente anche l’attività ludica pomeridiana; 5 hanno pagato 90 euro per l’attività educativa solo al mattino «a cui sono aggiunte nell’orario dalle 8,30 alle 12,30 anche attività ludiche». Ci sono famiglie esenti in base alll’Isee, dalla retta». Il trasporto scolastico, se richiesto, costa 35 euro. «Nelle ore educative i disabili hanno un operatore ciascuno. Per le attività ludiche un operatore ogni tre ragazzi». Un rapporto che evidentemente non soddisfa tutte le famiglie.
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