Gioco
«Niente più street food: ma non accetto gli insulti»
CARRARA. Un esposto ai carabinieri, girato per conoscenza anche al sindaco e alle istituzioni. E firmato da Cristina Bencivinni, titolare del bar Crema. «Il giorno 22 nel pieno dello svolgimento del...
CARRARA. Un esposto ai carabinieri, girato per conoscenza anche al sindaco e alle istituzioni. E firmato da Cristina Bencivinni, titolare del bar Crema. «Il giorno 22 nel pieno dello svolgimento del mio lavoro nella centralissima via Roma con tre dipendenti in servizio, il mio socio al lavoro e una 50 di clienti testimoni tra l'interno e il dehors esterno, si sono presentate senza qualificarsi ne di nome ne di ruolo due signore a me conosciute di vista- scrive - Mi hanno umiliato verbalmente e accusato a voce alta di aver organizzato una "schifezza" di manifestazione . Mi hanno detto testualmente che se io sono "rintanata" tutto il giorno dentro questo bar e non ho la possibilità di girare il mondo, almeno fino a Pietrasanta ci potrò arrivare per vedere se organizzano buffonate di questo tipo. Hanno utilizzato questo pretesto senza ascoltare spiegazioni da parte mia per poter accusare pubblicamente il comune di permessi offerti in cambio di cartocci di pesce». «Il ragazzo che lavora qui alche è intervenuto chiedendo se effettivamente ce l'avevano col camioncino perché era posizionato male o col pesce fritto perché secondo loro non era decoroso. La signora bionda gli ha risposto: te non puoi dire niente a proposito che tua babbo a un "banco al mercato" cosa ne sapete di commercio, di bellezze e di centri storici (mentre la mora sghignazzava). A quel punto ho dovuto allontanare il ragazzo dalla signora perché voleva schiaffeggiarla ed ho invitato la signora ad uscire chiudendo la porta. Tutto questo sotto gli occhi sconvolti dei clienti che le hanno riconosciute e me ne hanno fornito le generalità. La signora Bionda: è Eleonora Mocchi, quella mora Stella Volpi» . «Io mi scuso se ho involontariamente creato disagio per 2 ore dalle 19 alle 21 posizionando male il camioncino e me ne assumo ogni responsabilità, anzi ringrazio l'amministrazione che mi ha aiutata e sostenuta in questo progetto di "Street food" ma non accetto di essere insultata, sbeffeggiata e derisa con arroganza e superiorità nel pieno dello svolgimento del mio lavoro, solo perché ho fatto un tentativo (che è piaciuto ai più) di rianimare le serate carraresi. Per non creare problemi ulteriori finchè non verrà chiarito a quale titolo ufficiale sono stata ammonita ho deciso di interrompere le mie serate a tema di Street food. Al tempo stesso non ho intenzione di smettere di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità fisiche ed economiche per continuare ad organizzare, in accordo con l'amministrazione, piccoli eventi che possano contribuire al ripopolamento di Carrara. Carrara è viva e sarà il mio futuro, di mia Figlia, del mio socio e dei 4 dipendenti assunti ».
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