Sicurezza
Circondato dai nomadi e derubato di 3.000 euro
La vittima ha detto in aula di essere stato avvicinato da una decina di persone «C’erano i bimbi, gli ho dato 5 euro. Ma qualcuno mi ha sfilato il portafoglio»
MASSA. Aveva visto quei bimbi scalzi, un po’ sporchi e si era impietosito: aperta la portiera dell’auto aveva preso cinque euro dal cruscotto e aveva allungato la banconota al più grande. Si è no dieci anni appena. Non sapeva che mentre lui faceva un gesto nobile le donne che nel frattempo lo avevano circondato, cinque nomadi, gli avevano già portato via il portafoglio che aveva messo in un tascone laterale dei pantaloni. Anche perché aveva appena prelevato tremila euro in banca e doveva andare a effettuare un pagamento. Quei soldi, inutile dirlo, non sono mai andati a chi dovevano andare.
L’uomo, che quando è successo il fatto aveva le stampelle per i postumi di un incidente, ieri ha raccontato la sua disavventura in tribunale. «Non riuscivo a camminare bene e per questo con me c’era mia figlia. Nonostante fossimo in due però dopo essere usciti dalla banca nel tratto che portava alla nostra auto (una strada di appena cento metri) siamo stati avvicinati da una decina di persone, cinque donne e cinque bambini. Erano nomadi e chiedevano l’elemosina. Io quando ho visto i bimbi ho deciso di dargli qualche euro perché mi si è stretto il cuore. Non ho preso la banconota dal portafoglio dove avevo i soldi che avevo prelevato dalla filiale, ma l’ho trovata sul cruscotto della macchina. Nonostante questo la pressione delle donne non si è allentata, ero sempre circondato e lo spazio a mia disposizione si era ristretto. Sono riuscito a divincolarmi, a salire a bordo e a chiudere la portiera. Quando mia figlia stava per mettere in moto mi sono accorto che il portafoglio non c’era più. Ho chiamato le forze dell’ordine, ed è scattata la denuncia contro quelle donne».
Il processo è praticamente terminato, il giudice Giovanni Sgambati ha deciso di fare la discussione domani mattina. Requisitoria del pubblico ministero, arringa della difesa e sentenza. L’avvocato che rappresenta le nomadi ieri mattina in aula ha incalzato l’uomo durante il controesame, anche perché le romene dicono di non essere state loro a prendere il portafoglio. L’episodio è successo quattro anni fa circa e i carabinieri hanno svolto le indagini per identificare il gruppo indicato dall’uomo che è stato rapinato. I minori invece non sono stati individuati. Si tratta di nomadi che risiedono nella provincia apuana.
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