Il dolore
Sarzana, il valzer delle poltrone
Politica in fermento in Comuni della Valdimagra e anche a Sarzana
VALDIMAGRA. E mentre Giovanni Toti, neo Presidente della Regione Liguria, va in "ritiro spirituale" per chiudere la partita sulla formazione della giunta (nella sua Ameglia, nel convento di Santa Croce)e presenta anche ricorso al TAR (per chiedere tre consiglieri regionali in più o per toglierne uno all'opposizione in modo da garantire una maggiore governabilità alla sua maggiorana di centrodestra), l’esito delle elezioni continua a dare scossoni.
Alla Spezia il Pd, su impulso della presidente dell'Assemblea provinciale, Federica Pecunia, ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Lorenzo Cimino, Lara Ghiglione, Matteo Bellegoni e Carla Mastrantonio (cioè ai vertici della CGIL provinciale). Provvedimento dettato dalla scelta di candidarsi o sostenere una lista di una coalizione contrapposta a quella del Partito democratico. Così nei prossimi giorni i tre saranno chiamati a presentarsi di fronte alla Commissione di garanzia provinciale guidata da Maria Lazzoni.
E anche in Val di Magra in casa PD la botta si sta facendo sentire. Il partito ne è uscito con le ossa rotte e molte delle questioni che erano sotto la cenere rischiano di esplodere con esiti difficili da immaginare.
Intanto su Sarzana, dopo la querelle in sede di direzione provinciale che ha visto contrapposti duramente due sarzanesi, il segretario e neo consigliere regionale Juri Michelucci e l’ex senatore ed attuale Presidente dell’Autorità Portuale Lorenzo Forcieri, il sindaco Alessio Cavarra ha mescolato le carte in giunta.
Oltre alla sostituzione inevitabile di Michelucci, ora come detto in Regione, è saltata anche la poltrona di SEL, partito con il quale il Pd sarzanese ha chiuso i rapporti. In pratica il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra a quindici giorni dal voto per le regionali ha messo nella sua squadra due consiglieri comunali Daniele Castagna (avvocato ) e Beatrice Casini 22enne studentessa di scienze politiche internazionali), che sono subentrati rispettivamente a Juri Michelucci e Giulia Chiatti. Il PD ora è l'unico partito politico all'interno della giunta (Sara Accorsi era stata eletta nella lista civica Noi per Sarzana).
Per Cavarra il cambio era «un’esigenza, un’opportunità per dare, a due anni dall’insediamento, nuovo impulso all’azione di governo e rafforzare i caratteri distintivi di un’amministrazione giovane (l’età media della giunta è di 38 anni), impegnata nel sociale, attenta alle esigenze e al contributo che le nuove generazioni possono offrire in termini d’innovazione e modernità».
Ma la reazione c’è stata e anche forte da parte di Sel, attraverso Andrea Ornati il Coordinatore provinciale.
«Il sindaco ha imposto a SEL di sottoscrivere un documento nel quale si sanciva l’assoluta fedeltà all’amministrazione ed al Partito Democratico, nel quale si esprimeva la ferma contrarietà a percorsi divergenti rispetto a quelli che prevedono alleanze con il PD. Documento da approvarsi, addirittura, nel primo Consiglio Comunale utile e che, ovviamente, Sinistra Ecologia Libertà ha respinto al mittente».
In una nota, Giovanni Destri segretario del Partito democratico sarzanese rimanda al mittente le critiche e ribadisce che “ ciò che è avvenuto non è riconducibile al risultato delle elezioni Regionali e soprattutto al lavoro e all’ottima collaborazione che l’amministrazione ha avuto in questi anni con l’Assessore Chiatti. In diverse occasioni però successivamente su alcune questioni fondamentali dell’Amministrazione ci sono state da chi rappresenta quella forza, prese di distanza sia in Consiglio Comunale ,che all’esterno nel dibattito cittadino”.
E prosegue “non potevamo accettare che Sel non sottoscrivesse un documento che andasse nel senso di un rinnovato impegno comune nel condividere i prossimi passaggi importanti di questa legislatura.
Da parte nostra eravamo anche disposti a qualsiasi modifica e chiarimento, con l’auspicio di arrivare ad un punto d’incontro, cosa che non è stata possibile perché dall’altra parte vi è stato un secco e netto pronunciamento negativo”.
Per chiudere il quadro, Rifondazione e Sel, sono in maggioranza anche a Castelnuovo Magra e Ortonovo.
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