Il Tirreno

Settore lapideo

Marmo, rischia di spaccarsi il fronte dei lavoratori

Cinzia Carpita
Cave di Carrara
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Cave di Carrara

Nella vertenza per il rinnovo dell'integrativo a Massa Carrara i Cobas prendono le distanze dai sindacati confederali, convocano unìassemblea  e aprono alla contrattazione aziendale proposta da Assindustria

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CARRARA.

CARRATA. I Cobas marmo di Massa Carrara prendono le distanze dai sindacati confederali del settore lapideo, in particolare Fillea Cgil e Feneal Uil che - dicono i CObas - non hanno accettato la proposta di indire un'assemblea dei lavoratori in Comune, per decidere le prossime mosse, dopo la rottura delle trattative con Assindustria per il rinnovo dell'integrativo provinciale del settore lapideo.


I Cobas l'assemblea l'hanno convocata, per giovedì 25 prossimo dalle ore 11 nella sala di rappresentanza del municipio. E aperta a tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti ai sindacati «perché tutti insieme - dice una nota dei Cobas - dobbiamo prendere la posizione giusta sulle iniziative da intraprendere perché la controparte (Assindustria) riapra la trattative, e noi crediamo che non c'è cosa migliore che lasciare il verdetto all'assemblea che è sovrana». Sarà un'assemblea retribuita (saranno raccolti i nomi dei partecipanti, da comunicare poi alle aziende).


Ma nella nota il sindacato autonomo del marmo, pur lasciando l'ultima parola ai lavoratori, prende posizione: «Per noi è sempre l'assemblea che ha la sovranità di decisione e no i due segretari confederali provinciali di categoria. Noi pensiamo che questo allungamento dei tempi che vogliono i confederali, porterà a un nulla di fatto e quindi già da oggi noi prenderemo la posizione che è quella di una apertura sulla contrattazine aziendale, come è di logica in tutti i settori lavorativi di tute le categorie».

Quindi i Cobas, sembrano avvicinarsi alla proposta di Assindustria, cioè di trattative per ogni singola azienda, poiché l'associazione imprenditoriale ha rimarcato che le situazioni economiche e produttive non sono omogenee (ci sono aziende che vanno meglio e altre che vanno peggio). I confederali non sono d'accordo e, partendo dal fatto che il settore non sta andando male, insistono su un integrativo al rialzo economico e uguale per tutti.


Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, in una loro nota congiunta, dopo la riunione del 17 giugno scorso, hanno annunciato un giro di assemblee, e confermato che intendono allargare la mobilitazione coinvolgendo l'amministrazione comunale ed i partiti per informarli sulla situazione, e arrivare a un altro sciopero (ne sono stati fatti già tre in venti giorni) provinciale del settore con una vasta manifestazione.

E' stato anche deciso dei sindacati confederali un percorso «che in tempi brevi renda operativo un fondo a sostegno dei lavoratori che fanno lo sciopero. Le lotte saranno più cruente e questo rende necessario dotarsi di nuovi strumenti già operativi in alcuni paesi europei».


Giovedì 25 ci sarà l'assemblea dei Cobas in Comune. Rischia di spaccarsi il fronte dei lavoratori. Potrebbe trarne vantaggio Assindustria che, sostenendo che il settore non va a gonfie vele per tutte le aziende, punta alla contrattazione aziendale come la via più sicura per tutti.
 

 

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