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La grinta di Sara: «L’ho graffiato» E la rabbia delle due mamme

MASSA. La mamma di Andrea Fruzzetti e i genitori di Enrico Baria hanno deciso che non testimonieranno, così gli avvocati di parte civile che li avevano citati hanno depennato i loro nomi dalle liste...

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MASSA. La mamma di Andrea Fruzzetti e i genitori di Enrico Baria hanno deciso che non testimonieranno, così gli avvocati di parte civile che li avevano citati hanno depennato i loro nomi dalle liste presentate al collegio nella prima udienza. Troppo il dolore, tanta la rabbia. Come si capisce dalle loro reazioni a domande e risposte nel dibattimento. Anche ieri hanno commentato a più riprese quello che accadeva, fino a farsi invitare alla calma dal tenente dei carabinieri Rosa Sciarrone che di fatto coordina quello che accade durante l’udienza: dall’accompagnare i testimoni al sedare i piccoli scatti di ira che ogni tanto si vedono. Come quando viene mostrato il coltello utilizzato da Andrea Mazzi per uccidere Fruzzetti e Baria: «È il coltello di un assassino», urla la mamma di Andrea prima che i carabinieri la calmino.

Ma ieri hanno parlato il fratello e la sorella di Andrea Fruzzetti, Sara e Alessandro. La ragazza ha difeso il corpo senza vita del fratello e ha ricordato quei momenti, quando la furia di chi si stava picchiando l’ha letteralmente sollevata da terra: «Ho graffiato Mazzi - ha detto - per tenerlo lontano da Andrea. Non volevo si accanisse su di lui, nessuno doveva avvicinarsi. Invece erano in tanti e c’era una confusione pazzesca». Sara è stata sentita soltanto ieri perché dopo la prima udienza aveva presentato un certificato per uno stress emotivo che le impediva di andare in aula a ricordare quella notte. Ieri forse si è liberata di un peso.

Ancora sotto choc l’altro fratello di Fruzzetti, Alessandro. Il giovane aveva iniziato a testimoniare nella prima udienza, ma si era sentito male durante il controesame dell’avvocato di Mazzi. Ed era stato portato all’ospedale in ambulanza. Per lui stavolta tanti non ricordo, come se avesse voluto cancellare quei momenti. Come quando Mazzi lo ha inseguito con il coltello in mano in via Beatrice dopo averlo colpito una prima volta alla schiena. Un incubo.

Il pubblico ministero Rossella Soffio ha annunciato al presidente del collegio che depositerà un cd con i file audio delle telefonate fatte quella notte al centralino delle forze dell’ordine e al 118. In una di queste chiamate si sente una voce che esorta un certo Andrea (presumibilmente Mazzi): «Vai via, vai via che lo hai ucciso». Invece il perito nominato da Sgambati nella prima udienza per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali ha terminato il suo lavoro e ha consegnato la consulenza. «Non senza qualche difficoltà perché in alcuni punti non si capiva davvero nulla», ha detto la professionista in aula.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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