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Disastro sul tavolo del Tribunale delle acque

Disastro sul tavolo del Tribunale delle acque

Tre aziende con danni per 7 milioni chiedono accertamenti: a settembre si discute sull’incarico al Ctu

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CARRARA. Si è svolta il 17 giugno scorso l’udienza presso il Tribunale delle acque di Torino, al quale si sono rivolte tre aziende di via Argine destro, per i danni subiti nell’alluvione del 5 novembre scorso, dopo il crollo del muro d’argine destro ad Avenza e l’inondazione di Marina. Le tre aziende chiedono al tribunale un accertamento tecnico preventivo (ATP), – in pratica un procedimento d’urgenza, irripetibile – avendo quantificato danni complessivi per circa sette milioni di euro. Una stima al momento solo di massima. La notifica relativa alla richiesta di Atp è stata inviata a più soggetti, Fra questi il Comune che agli inizi di questo mese si è costituito, ed è patrocinato dagli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci. Le aziende che sono ricorse al Tribunale delle acque sono la Doganella graniti, la I.Van entrambe facenti capo all’imprenditore Giorgio Vanelo, e La Fontanili di Maurizio Fontanili.

Chiedono che vengano accertate le cause del disastro, con urgenza, prima che gli argini vengano risistemati. Le notifiche per l’Arp, sono stati inviate al Comune, alla Provincia, alla Regione, al ministero dell’economia e finanze, alla Port Authority, a due ingegneri, al Consorzio di bonifica Toscana Nord, alla ditta che ebbe l’appalto dell’argine e alla ditta sub appaltatrice. Le imprese che hanno mosso questa azione legale, in sede civile, sono assistite dagli studi degli avvocati Riccardo Diamanti e Massimo Santella.

Nell’udienza del 17 scorso, è stato indicato il nome del Ctu, l’ingegner Andrea Gianasso di Torino. L’udeinza è stata aggiornata al 23 settembre, per la notifica a tutte le compagnie di assicurazione interessate in modo da integrare il contraddittorio. Nella prossima udienza verrà discussa l’ammissibilità del conferimento dell’incarico al Ctu. Conferimento che per i legali delle tre aziende ricorrenti al tribunale delle acque, ha carattere di urgenza. L’accertamento preventivo serve a cristallizzare la situazione per raccogliere elementi utili a fare una valutazione tecnica.

La Port authority ritiene che le proprie infrastrutture (dal piazzale Città di Massa al muro di cinta su viale Colombo, che sono stati oggetto di polemiche) non abbiamo nulla a che fare con i fatti di novembre ed ha inviato una propria documentazione al tribunale torinese.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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