Il Tirreno

Agrario, nel convitto 21 dipendenti per 13 iscritti

La dirigente Lucia Baracchini: «Se ne parla ora quando il problema è emerso a marzo. Ci sono anche ragioni economiche da considerare»

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FIVIZZANO. La querelle accesasi intorno al polo scolastico dell’Agrario di Soliera, con il j’accuse delle minoranze nei confronti dell’amministrazione per la, ipotetica al momento, chiusura del convitto che toglierebbe all’istituto la possibilità di ospitare quegli studenti che provengono dall’area della Costa.

Il nocciolo della questione gravita tutto intorno alle iscrizioni, da queste ultime infatti dipende direttamente il proseguito dell’attività convittuale, un numero inferiore al minimo consentito porterebbe alla conseguenza estrema della chiusura, ipotesi su cui si basano gli attacchi portati nei confronti del primo cittadino Paolo Grassi. In questi due anni sono state altrettante le deroghe su cui il convitto ha potuto contare e attualmente si sta lavorando, per stessa ammissione di Grassi si sta procedendo verso la contrattazione della terza. In precedenza abbiamo parlato di un numero minimo per rendere efficiente economicamente lo sfruttamento di tale plesso, secondo regolamento dovrebbe essere di 40 alunni. La situazione di forte precarietà si basa proprio sul non conseguimento di tale cifra attestandosi lo scorso anno a 24 elementi e quest’anno non dovrebbe superare i 13. «Rimango perplessa che la vicenda sia salita agli onori della cronaca soltanto ora dopo che si era già delineata a Marzo. – esordisce così la dirigente Lucia Baracchini – Non è mia intenzione entrare nel merito politico della questione, il mio ruolo è quello di fare sì che le famiglie decidano, con la presentazione del programma formativo dell’Istituto, l’eventuale iscrizione o meno alla scuola. La promozione delle attività didattiche deve coinvolgere la Lunigiana e le aree limitrofe, ho sempre fatto sì che il lavoro fosse conosciuto all’esterno attraverso eventi che ne dimostrassero l’importanza e il profondo radicamento con il territorio. E’ importante comprendere quali siano le zone di provenienza dei singoli studenti in modo da pianificare la loro permanenza o meno all’interno del convitto. Ci sono anche ragioni economiche da considerare: al momento il convitto ha 21 dipendenti che sono superiori allo stesso numero degli iscritti, in un periodo di razionalizzazione delle spese anche questo aspetto va considerato».

Cristiano Borghini

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