Il Tirreno

Fra la cenere anche il maxi scambiatore per il greggio

MASSA. È un progetto top secret. Un investimento milionario che un committente francese ha fatto per una raffineria in India e che in parte ha affidato alla Carpenteria Corsi. Qui, infatti, nel...

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MASSA. È un progetto top secret. Un investimento milionario che un committente francese ha fatto per una raffineria in India e che in parte ha affidato alla Carpenteria Corsi. Qui, infatti, nel capannone devastato dal rogo deve essere ultimato lo scambiatore di calore che costituirà il fulcro dell’impianto petrolchimico per la raffinazione del greggio.

Considerato che nel capannone sono saltati completamente i vetri, la porta, e gran parte delle attrezzature per i titolari dell’azienda pensare di ultimare qui il lavoro diventa alquanto improbabile. Anche perché i tempi sono stretti: fra un mese lo scambiatore deve partire per l’India. Comincia quindi una corsa contro il tempo, perché quando si tratta di commesse di questo tipo, non si può tirare il freno.

Il fuoco ha fatto i suoi danni anche accanto ai pezzi di reattore che per la Carpenteria Corsi sono pane quotidiano: sono il lavoro di una azienda che da sempre ha scelto il low profile. Era balzata alle cronache alcuni anni fa quando i Corsi furono fra gli imprenditori interessati ai Nuovi Cantieri Apuania. Poi era arrivato l’insediamento nella ex Dalmine e la produzione non si era fermata. Anzi, oltre al maxi scambiatore, in produzione a Massa, c’è il compressore nuovo della Siemens: «per il quale abbiamo addosso gli occhi di tutto il mondo».

Tutti maxi progetti coperti da uno strato di fuliggine, in mezzo alla cenere.

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