Attenzione
A due anni dal sisma Casola e Fivizzano rialzano la testa
La ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto è quasi completata: resta il problema delle seconde case
FIVIZZANO. A due anni dal sisma Fivizzano e Casola stanno muovendo i passi verso una parziale normalizzazione della situazione, grazie alla mole di risorse che sono state calate sul territorio dalla governance nazionale e che hanno consentito di andare a porre rimedio al disagio dei privati cittadini, con la programmazione di interventi successivi che investiranno l’edilizia pubblica, anch’essa compromessa dai movimenti tellurici. «La gestione del dopo-terremoto – afferma il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi – sono stati gestiti in maniera efficiente e rapida. Ad oggi, sugli 84 interventi che dovevano essere compiuti sul territorio fivizzanese, più del 50% sono stati completati. Con un totale di 26 milioni, di provenienza statale, per la Garfagnana e Lunigiana, di cui il 75% sono stati destinati al nostro territorio, si è andato a porre mano alle emergenze abitative emerse nei giorni successivi all’evento. Coloro che non sono ancora potuti rientrare nelle proprie abitazioni stanno continuando a ricevere un contributo per le spese d’alloggio, indice della grande attenzione emersa alle problematiche dei citatdini. Siamo in attesa che la Regione ci dia il via libera per ricomprendere nell’elenco degli interventi anche coloro che non hanno fatto in tempo ad inserire il proprio nominativo nell’elenco stilato in precedenza, naturalmente questi devo essere proprietari di prime case. C’è un po’ di amarezza per la non inclusione in questo elenco delle seconde case, stiamo attendendo inoltre il via libera di nuove risorse per quanto riguarda l’edilizia pubblica. In merito a questa abbiamo fissato un incontro per la fine del mese in Regione per realizzare questa ultima tranche di opere. Un ringraziamento sincero lo devo fare a Franco Gabrielli ed alla Regione Toscana che hanno dimostrato celerità nella richiesta delle risorse necessarie alla ricostruzione».
Situazione molto simile anche a Casola che si sta avviando verso quello che lo stesso primo cittadino Riccardo Ballerini definisce «la fase di piena ricostruzione. Entro la fine di questo mese riusciremo a completare 61 cantieri aperti su 71. Gli interventi sono stati realizzati grazie al primo acconto ricevuto dal Governo (il 45% del totale) e stiamo attendendo il restante in modo da poter dare modo di ultimare tutti i cantieri, siamo in fase di ultimazione di questo processo attendiamo solamente il versamento. Con poco più di 4 milioni di euro si è riusciti a garantire gli interventi necessari alla messa in sicurezza delle prime case. Stiamo attendendo un ulteriore dispiegamento di risorse per andare ad agire sulle problematiche che insistono sull’edilizia pubblica, per fare questo prima bisognerà eseguire un computo metrico, secondo il prezziario regionale, e solamente dopo questo richiedere i fondi e indire i bandi di gara. In particolar modo faremo richiesta per il ripristino del museo, che si trova all’interno di un edificio storico e delle strutture archittetoniche di rilevanza storico- culturale site sul territorio. Stiamo inoltre lavorando per una rimodulazione delle risorse per tutti coloro che non hanno ancora completato i lavori o che non sono riusciti ad accedere alla richiesta di finanziamento. Una battaglia la faremo sicuramente sulle seconde case, visto che non sono ricomprese nelle risorse attuali, ma che rappresentano un 75% delle abitazioni a Casola. Se non si spronano i proprietari alla ristrutturazione, anche con cifre piccole, per il comune rapprsenta un danno di riflesso visto che gli edifici inagibili hanno una tariffazione differente dal punto di vista Imu e Tarsi, ma c’è anche una curvatura negativa nell’economia interna visto che sono utilizzate da coloro che trascorrono la bella stagione in Lunigiana. È doveroso ringraziare l’ex delegato alla Protezione Civile Giovanni Menduni e il responsabile toscano dello stesso ente Antonio Melara per la rapidità con cui hanno portato le istanze di Casola all’attenzione degli organi competenti».
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