Gioco
Il medico: «Era ridotta male» Il consigliere comunale Sabrina Bertelloni per le percosse aveva perso due denti
L’imputato intanto cambia ancora avvocato. La sentenza prevista per il 9 luglio
MASSA. Un’altra testimonianza a favore di Sabrina Bertelloni, il consigliere comunale del Pd picchiata da un vicino di casa il 23 novembre del 2012. A raccontare come era stata ridotta da Marco Rosselli, 45 anni, stavolta è stato il medico che ha avuto in cura la donna: «Aveva i segni delle percosse che aveva subito anche dopo venti giorni - ha spiegato Anna Santinami al giudice Giovanni Sgambati -. Non stava bene e mi aveva raccontato che non riusciva a dormire perché aveva incubi ricorrenti, sognava le percosse che aveva subito. Ma io le sconsigliai una terapia psichiatrica perché la ritenni una persona energica e con tanta voglia di rimettersi. Per questo sollecitai il suo rientro al lavoro dopo la guarigione dalle ferite, il rischio è che rinchiudersi in casa le potesse provocare una fobia difficile da far regredire. Quello che la signora Bertelloni ha subito è stato davvero grave». Tanto è vero che Bertelloni al lavoro, alla cooperativa Di Vittorio, ci è tornata dopo quaranta giorni.
Intanto va registrato che l’imputato ha cambiato difensore, dopo la revoca dell’avvocato Stefano Rossi. Sarà un legale di ufficio a difendere Rosselli, anche se ormai il processo si avvia alle fasi finali. Nella prossima udienza, fissata per il 9 luglio, dovrebbe esserci già la sentenza, dopo ave sentito un teste della difesa e gli operatori delle due ambulanze intervenute dopo la lite tra vicini. Ne ha chiesto la convocazione il pm Deborah Bracco. Spiegheranno come hanno trovato il consigliere comunale dopo le botte che aveva preso dall’uomo.
Quella mattina la donna era stata pestata a sangue dal vicino di casa, sotto gli occhi della bambina dell’uomo che stava andando a scuola. Un incubo durato 20 minuti. Venti minuti di botte. Due denti, gli incisivi, persi. Un ematoma al cranio, lesioni al braccio e al torace. Ventidue giorni di referto, quaranta di assenza dal lavoro. Lei stava uscendo di casa per andare in cooperativa, non erano ancora le nove. E Rosselli comincia a inveire. Unarisposta sbrigativa che scatena una reazione impensabile, incredibile, che sono costate al quarantacinquenne l’imputazione per lesioni gravi. «Mi ha preso per il bavero della giacca, dal finestrino dell’auto e ha cominciato a sbattermi la testa prima contro il volante, poi contro il finestrino - ha raccontato la donna in una scorsa udienza - Ho sentito i denti cadere, avevo l’occhio insanguinato, perché mi si era aperto un sopracciglio. Ma lui, il mio vicino, non ha avuto pietà». Lui contesta di aver provocato tutti quei danni.
Il 9 luglio il giudice Sgambati deciderà.
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