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Nessuna fumata bianca: altri scioperi nel settore lapideo

Nessuna fumata bianca: altri scioperi nel settore lapideo

CARRARA. Nessun segnale di pace, tutt’altro. In arrivo nuovi scioperi e una manifestazione che, sulla carta, dovrebbe coinvolgere tutta la città. I lavoratori del mondo del marmo non hanno alcuna...

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CARRARA. Nessun segnale di pace, tutt’altro. In arrivo nuovi scioperi e una manifestazione che, sulla carta, dovrebbe coinvolgere tutta la città.

I lavoratori del mondo del marmo non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla battaglia sul contratto integrativo e, in particolare, a quell’aumento dell’indennità di presenza su cui, a metà maggio, si è rotta la trattativa con gli industriali.

Le due settimane trascorse dall’ultima mobilitazione, quella del 5 giugno, sono servite ai sindacati di categoria a incontrare nuovamente i lavoratori e avviare i preparativi per nuove iniziative: «Abbiamo ricevuto il mandato dei cavatori per un altro pacchetto di scioperi» spiega Roberto Venturini, segretario della Fillea Cgil precisando che «non c’è nessuna tregua, anzi stiamo lavorando a una manifestazione che coinvolga tutta la città». I preparativi, spiegano da Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, richiederanno ancora qualche giorno di tempo e la mobilitazione non sarà convocata, probabilmente, prima di una settimana.

«Per fare quello che abbiamo in mente ci vuole tempo, stiamo cercando di coinvolgere istituzioni, forze politiche e tutti i cittadini su una vertenza che riguarda un bene comune» ha aggiunto Venturini.

Proprio in queste ore, infatti, le categorie stanno incontrando segretari di partito, associazioni ed esponenti della società civile: l’obiettivo è quello di far sì che attraverso questi soggetti, i cittadini comprendano la “portata” della posta in gioco, per condividere più possibile la vertenza che sta agitando il settore.

«Tutti devono essere consapevoli di quello che sta succedendo e domandarsi, come noi, se sia giusto o meno che i lavoratori del marmo rivendichino un aumento in busta paga davanti ai fatturati da “nababbo” che stanno facendo le aziende». I sindacati insistono dunque che l’ottimo trend del settore, e in particolare quello delle imprese dell’escavazione, giustifica la richiesta presentata al tavolo con le associazioni datoriali: 15 euro di aumento dell’indennità di presenza, a fronte dei di 2 euro in più proposti da Assindustria, con conseguente interruzione delle trattative.

Ma Venturini, questa volta, non si ferma alle “solite” rivendicazioni, quelle che ormai vengono ribadite da metà maggio e si spinge oltre: «A quanto si apprende dai media, molti titolari di impresa del settore sono soggetti a indagini per evasione. Se queste accuse fossero confermate – attacca il segretario di Fillea Cgil – allora i loro guadagni sarebbero ancora più alti di quanto dichiarato, e le nostre richieste ancora più fondate».

Insomma nessun passo indietro, da parte delle sigle di categoria, ma al contrario la voglia di portare tutta la cittadinanza dalla parte dei “cavatori”.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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