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La guerra tra le bande, in quattro a processo per la rissa al Cinquale

La guerra tra le bande, in quattro a processo per la rissa al Cinquale

Dal gup la rissa di piazza De André: tre indagati sono assolti in rito abbreviato Una condanna a 200 euro e due patteggiamenti a 11 mesi e 1 anno e 4 mesi

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MASSA. Un nuovo step, per fare chiarezza, nelle aule di giustizia, sulla guerra tra bande che ha insanguinato Massa e ha portato, il 24 dicembre del 2013, alla morte di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria. Ieri, infatti, davanti al gup Antonia Aracri, c’è quella che gli inquirenti ritengono la madre della guerra tra bande, la rissa dell’ottobre 2013, in piazza De Andrè, a Cinquale. Il giudice dell’udienza preliminare decide che quattro protagonisti di quella rissa dovranno difendersi a processo, il prossimo 6 ottobre. Rinviato a giudizio Andrea Mazzi, già alla sbarra in Corte d’assise, per il duplice omicidio di Natale. A processo anche Adil Amroui che il gup Ermanno De Mattia ha già condannato a 10 anni per il concorso (anomalo ) nell’omicidio di Andrea Fruzzetti. Rinvio a giudizio per Elisa Mazzi e Giacomo Pucci , condannato a 6 anni e sei mesi, in secondo grado, per un’altra puntata nella guerra tra bande: le coltellate al Baraonda.

Quattro indagati chiedono e ottengono il rito abbreviato: tre di loro (Franco Pucci, Marco Menchini e Alessandro Tonlazzerini) sono assolti. Per Mattia Ricci - anche lui in abbreviato- una condanna a 200 euro di multa. Le altre due persone finite sotto inchiesta per la rissa di piazza De Andrè scelgono il patteggiamento: 11 mesi per Andrea Bonuccelli e 1 anno e 4 mesi per Alessio Mazzi. Le accuse per tutti gli indagati erano rissa aggravata, lesioni personali volontarie gravissime, violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento.

Nella rissa di piazza De Andrè è nato, secondo gli inquirenti, il dissidio tra Marco Menchini e Giacomo Pucci, sfociato nell’accoltellamento di fronte al discopub Baraonda. Ma la rissa - nella ricostruzione della procura - è importante anche perché vede l’entrata in scena dei montignosini che nulla c’entrano con le bande, ma intervengono a difesa di un ragazzo (sono di Montignoso le due vittime di Natale). In piazza De Andrè - ricostruiscono gli inquirenti - fu l’inferno con tanto di colpi di mazza contro le auto. Da lì un escalation, fino al duplice omicidio.

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