La protesta
Magliano, l’incubo dei divieti di balneazione
Provvedimento limitato a due bagni, ma la storia si ripete da anni. Il titolare del Paraflight: ma perché solo a noi?
MASSA. «Sempre noi, solo noi». È scoraggiato e rassegnato Alberto Michelotto, presidente del circolo Paraflight, colpito dal primo divieto di balneazione della stagione. No comment, invece dal bagno La Vela, l’altro stabilimento in cui, in base all’ordinanza emessa ieri dal sindaco Alessandro Volpi, è vietato fare il bagno. Dai gestori, però traspare molta irritazione per i danni che possono derivare dallo stop ai bagni e dalla pubblicità negativa che da esso deriva.
Una storia che si ripete quella dei divieti alla foce del Magliano. È che si è ripetuta lunedì, quando Arpat ha effettuato i prelievi delle acque davanti al fosso. Le analisi hanno mostrato il superamento dei limiti di legge per quanto riguarda la presenza di colibatteri, per questo è partita la segnalazione al Comune. Il sindaco ha firmato l’ordinanza “ a tutela della pubblica salute e incolumità” e ieri mattina sulla spiaggia de La Vela e del Paraflight, entrambi sul lato sinistro (verso Viareggio) della foce del Magliano, sono apparsi i cartelli di divieto di fare il bagno. Mentre sul lato sinistro della foce (lato Carrara) dove la scogliera a pennello è più alta, non è stato rilevato alcuno sforamento. La stessa cosa succedeva esattamente un anno fa, il 24 giugno del 2014 e si era poi ripetuta a settembre.
Ma cosa provoca l’inquinamento delle acque in quella zona? L’imputato, ovvio, è il Magliano, un torrentello che attraversa una zona di pianura raccogliendo le acque di un fitto reticolo di canali e fossi minori. Dove è facile che qualcuno – abitazioni, aziende – scarichi liquami (leggi acqua di fognatura) o altre sostanze inquinanti. «Questi elementi – spiega Simone Fialdini dell’Ufficio Ambiente del Comune di Massa – si depositano, in periodi di secca come questo, sul letto del corso d’acqua. Poi, succede che con le piogge o con il mare mosso che “entra” nella foce, i materiali che contengono gli inquinanti finiscano nel mare davanti alla foce, dove vengono effettuati i campionamenti». Il fatto curioso è che, come evidenzia Fialdini, è che durante la stagione invernale, le analisi sul Magliano non hanno dato problemi. E solo nelle analisi compiute il 18 maggio scorso la qualità delle acque è scesa da eccellente a sufficiente, pur rimanendo nei limiti di legge. Un segnale di quanto sarebbe accaduto in quesit giorni.
Ora il Comune ha chiesto ad Arpat le controanalisi ed entro domani ci sarà un nuovo responso. Che tutti si attendono positivo. Molto probabile, dunque, che già domani sia possibile tornare a tuffarsi in quel tratto di mare. Resta, però, il timore di nuovi sforamenti, magari in piena estate. E resta lo sconcerto degli operatori: «Sembra strano che il divieto venga imposto soltanto a noi e non al tratto di spiaggia confinante. Trovo difficile immaginare che qui davanti l’acqua è inquinata e venti-cinquanta metri più in là è pulita. Ad ogni modo, ci diamo pazienza, obbediamo all’ordine del sindaco e speriamo che la situazione torni presto alla normalità, dice ancora dal Paraflight il signor Michelotto.
Claudio Figaia
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