Sicurezza
Concessioni, il Vespucci 20 ricorre al Tar
Il Comune chiede 28.000 euro di canoni non pagati al proprietario del locale oggi abbandonato
MASSA. Era un “tempio” delle notti apuo verisliesi, un locale che “tirava” come pochi, con la sua spettacolare terrazza sul mare per cene, musica, feste con vista mare. Oggi, il Vespucci 20 sul Lungomare di Marina di Massa è abbandonato, tristemente chiuso. Il proprietario, Paolo Sacchelli, imprenditore del marmo di Carrara – con la Igf Marmi una delle aziende più in vista del territorio – aveva progettato di trasformare il locale in un centro espositivo di arte legata al marmo. Non se n’è fatto niente, finora.
Ma il Vespucci ha lasciato un’eredità: un contenzioso con il Comune di Massa per il pagamento del canone di concessione demaniale marittima. L’amministrazione comunale batte cassa da parecchio tempo. Secondo la sua ricostruzione dei fatti, dal 2007 al 2013, la Grifalco Srl. società di cui è legale rappresentante Paolo Sacchelli e che gestiva il Vespucci, non ha pagato il canone di concessione e neanche l’addizionale regionale per un totale di 28.000 euro (22.150 euro di canone e 5.537 euro).
Del tutto opposta la tesi della Grifalco e dei suoi legali, gli avvocati Francesca Gatti e Matteo Spatocco, secondo i quali quelle somme non sono in alcun modo dovute al Comune. Da qui il contenzioso: Grifalco-Vespucci si è rivolta al Tar contrro l’ordine di pagamento arrivaot da palazzo civico. Decideranno i giudici.(c.f.)
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