Sicurezza
Tropicana, il Tar ridà le case ai proprietari
Il tribunale annulla l’atto con cui il Comune le acquisiva. Ma non esclude nuovi provvedimenti
MASSA. È un nuovo step nella vicenda Tropicana, la residenza turistico-alberghiera trasformata in mini appartamenti. Step che - come molti altri nel lungo iter - porta la firma del tribunale amministrativo. Il Tar accoglie, infatti, il ricorso di alcuni proprietari di unità immobiliari e - per essere semplici - ammette che il Comune ha compiuto un “errore” amministrativo. Errore che induce il tribunale ad annullare il provvedimento (determinazione 772 del 2014) con cui Palazzo civico avviava l’iter per l’acquisizione al patrimonio dell’intero immobile.
Un risultato importantissimo per i proprietari (rappresentati dagli avvocati Riccardo Balatri e Monica Passalacqua) che riprendono le chiavi della loro casa, su via Verdi. A non fare, però, di quel risultato una vittoria definitiva è una frase del dispositivo della sentenza: «Salvi gli ulteriori provvedimenti del Comune». Vale a dire: l’atto con cui si inaugurava l’acquisizione è annullato, ma non è detto che altri e nuovi atti possano arrivare. Il Tar, però, dà ragione ai proprietari in relazione alla determinazione 772 perché - spiega - interveniva su un atto preesistente. Ed entrambi erano stati assunti dal Comune in autotutela (un meccanismo per cui il titolare del diritto ne promuove autonomamente la salvaguardia) e l’autotutela dall’autotutela non è ammissibile. Vicenda complessa, con risvolti penali (già conclusi) e amministrativi. Nel 2009 una determinazione dirigenziale - per ricostruire appunto l’iter amministrativo - riconosce che la lottizzazione abusiva al Tropicana non c’è stata. Ma quando arriva la relazione della Guardia di finanza e viene revocata la licenza per l’attività turistica, Palazzo Civico torna sui suoi passi e con l’atto 772 revoca quello del 2009. Con una procedura ora bocciata dal Tar. La determinazione contestata seguiva una sentenza del Tar che riguardava un’altra residenza turistica, il Doria. Sentenza con cui il tribunale amministrativo stabiliva un’ equazione tra lottizzazione e acquisizione al patrimonio comunale: vale a dire - per sintetizzare - se c’è stata la trasformazione di un immobile con finalità turistiche in mini appartamenti, Palazzo civico è “autorizzato” ad acquisire il bene. Così è successo, quindi, per il Tropicana: alla determinazione 772 ha fatto seguito l’atto dirigenziale che ha tradotto l’intenzione in realtà. Chi ha comprato gli appartamenti del Tropicana si è ritrovato senza casa. È scattato, quindi, il primo ricorso al Tar con la richiesta di una sospensiva: i ricorrenti, in attesa che la giustizia amministrativa si pronunci sul merito, hanno chiesto che gli atti di acquisizione venissero “stoppati”. Ma il Tar ha detto no, gli acquirenti hanno bussato alle porte del Consiglio di Stato che la sospensiva l’ha riconosciuta. E imposto al Comune di sospendere l’efficacia dei provvedimenti e di riconsegnare i 23 appartamenti ai proprietari. Ora la sentenza nel merito.Uno a zero per i proprietari .
Chiara Sillicani
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