Il dolore
Legionella, niente acqua calda in reparto
Lieve sforamento dei parametri nelle tubature di chirurgia. L’Asl: abbiamo interrotto l’erogazione a scopo preventivo
CARRARA. Nel reparto di chirurgia, al terzo piano dell’ospedale, i rubinetti dell’acqua calda sono - e devono rimanere - chiusi. A ricordarlo ai pazienti e agli operatori sanitari ci pensano i cartelli firmati dalla capo sala.
Chiusi perché nelle tubature - ormai datate - ha trovato un posticino niente male il batterio della Legionella. Se c’è un posto in cui si sente a suo agio quello è appunto l’acqua, tanto meglio se calda. Lo sforamento dai parametri è lievissimo, ma l’Asl, a tutela dei pazienti e del personale, ha preferito chiudere i rubinetti e vietare l’utilizzo dell’acqua calda. Fortunatamente giugno permette di farsi una doccia senza sentirsi pinguini. Ma chi è ricoverato e ha visto comparire i divieti, un paio di giorni fa, proprio non ci sta: vero che la struttura è vecchia, vero che a novembre un ospedale nuovo aprirà i battenti, altrettanto vero, però, che quando si parla di salute tutti ci sia aspetta il massimo. Non solo dalle prestazioni medico-sanitarie, ma anche dai servizi “collaterali”.
L’azienda sanitaria, da parte sua, assicura che lo sforamento è lievissimo. «Il protocollo che applica l’Asl - spiega Giuliano Biselli, direttore del presidio ospedaliero - è particolarmente rigido. E i controlli sono continui». L’Asl sa bene che le tubature sono vecchie tanto che, con un investimento importante, le ha dotate di potentissimi filtri in grado di rendere sterile l’acqua. «Nonostante questo - è la puntualizzazione di Biselli - le verifiche sull’acqua sono molto frequenti e vengono realizzate togliendo i filtri».
Così è accaduto anche qualche giorno fa: le analisi hanno rilevato la presenza - seppure minima del batterio della Legionella (causa di polmoniti) ed è scattato il protocollo.
Primo passo: rubinetti chiusi, quindi sanificazione. Le tubature saranno sottoposte ad un processo di disinfezione per debellare il batterio. E, dove necessario, l’Asl è già passata a soluzioni più radicali: sostituzione dei vecchi tubi con il nuovo. Servirà qualche giorno, poi dai rubinetti tornerà a sgorgare anche acqua calda.
Biselli invita i pazienti a non allarmarsi: «Non abbiamo rilevato nulla di preoccupante, abbiamo applicato un protocollo rigidissimo per uno sforamento minimo. È tutto questo a tutela del cittadino».
Segnali di un ospedale che accusa l’età perché il vecchio favorisce l’insediamento del batterio. Qualche giorno e - parola dell’Asl - il problema dovrebbe essere risolto.
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