Proteste
Le Poste chiedono soldi all’ex direttore
Pretendevano 1.488 euro per alcuni francobolli, ma il giudice del lavoro respinge il ricorso
LICCIANA. È il 2007 quando Luigino Barbieri, spezzino trapiantato ad Aulla, diventa direttore dell’ufficio postale di Monti. Nel 2010 va in pensione. E quando finalmente pensa di godersi amici e famiglia, per lui arrivano i problemi. Le Poste fanno una verifica su valori bollati e rilevano qualcosa che non torna nei francobolli. A Monti ne mancano - secondo i calcoli della società - un numero pari alla cifra complessiva di 1.488 euro.
Così Poste cita l’ex direttore di fronte al giudice del lavoro Erminia Agostini e chiede la restituzione della somma. Ma lui non ci sta: bussa alla porta degli avvocati Giovanni e Alberto Rimmaudo e affronta la causa di lavoro. E le sue ragioni convincono il giudice che il 12 giugno riconosce che non ha alcuna responsabilità e non deve, quindi, restituire un centesimo alle Poste. Alla società tocca, invece, pagare le spese legali.
A sostenere le argomentazioni della difesa ci sono gli atti e numerose testimonianze. L’ex dipendente, infatti, produce una serie di documenti con i quali negli anni in cui è direttore chiede alle Poste di non mandare più francobolli a Monti: nel 2007, quando si insedia, ce ne sono per un valore di 2.000 euro che sale a 20.000 nel 2009 e a 60.000 nel 2010. Barbieri chiede quindi che non ne vengano mandati più, ma - spiega alla Agostini - non riceve risposta. E i valori continuano ad arrivare. Situazione quella dei francobolli, confermata, di fronte al giudice, anche da gli altri ex direttori. Inoltre - altra osservazione della difesa - Poste avrebbe dovuto muovere la contestazione non solo contro Barbieri, ma contro chiunque avesse, anche provvisoriamente, svolto funzioni di direttore. Ma non lo ha fatto. Il ricorso della società viene quindi rigettato: Poste dovrà mettersi le mani in tasca e pagare le spese legali.(c.s.)
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