Il Tirreno

La festa nel segno del lutto

La festa nel segno del lutto

Il cordoglio del consiglio comunale per le tre tragedie: il giorno più difficile

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CARRARA. Non è stata una festa. È stato il consiglio della riflessione, del minuto di silenzio e della Resistenza. Dalla vicinanza a una comunità alle prese con tre drammi. Tre vite spezzate, tre suicidi a distanza di meno di una settimana.

Quella che doveva essere la “festa di Carrara e dei carraresi” è divenuto il luogo del lutto. Ma anche della grande lezione di vita dei partigiani e di una resistenza che va al di là dei confini della storia.

Il presidente del consiglio comunale, Luca Ragoni, lo ha detto subito che di motivi da festeggiare ieri mattina a palazzo civico non ce ne sarebbero stati. Lo aveva annunciato anche su Facebook, lunedì sera: «Carrarine e carrarini, in queste ore si è consumata una nuova tragedia di un nostro concittadino. Una comunità non può stare immobile davanti a queste tragedie. Proprio domani celebriamo la liberazione di Carrara conferendo la benemerenza civica al partigiano Giorgio Mori ed i valori della Resistenza sono alla base della solidarietà e dalla fratellanza. Domani, giorno di San Ceccardo patrono di Carrara, riflettiamo sul nostro senso di appartenenza alla nostra comunità. Che ognuno prenda consapevolezza su cosa possa fare per gli altri; per un giorno soffochiamo la rabbia e deponiamo per poche ore le armi del risentimento. Riflettiamoci assieme».

Lo stesso messaggio è stato ribadito in apertura del consiglio comunale: «È una giornata difficile per i tre drammi che sono successi negli ultimi giorni - ha esordito Ragoni - C’è spazio solo per un sentimento di profonda pietà per lo stato di disperazione dei nostri concittadini. E un altrettanto doveroso senso di rispetto per i loro familiari, per le mamme, i familiari, i fratelli, le sorelle, i parenti e gli amici».

Il presidente del consiglio ha quindi chiesto un minuto di silenzio proprio in segno di lutto e cordoglio per i tre concittadini che, in maniera drammatica, si sono tolti la vita.

«Oggi - ha continuato Ragoni - potrebbe essere l’occasione per cercare di riflettere sul senso di appartenenza alla città. Solo se ognuno di sente parte integrante della comunità può dare il meglio di se stesso, può fare qualcosa per gli altri».

«Spero che da oggi ognuno di noi faccia uno sforzo per cercare di attenuare l’acredine che si è creata in questo periodo - ha concluso Ragoni con un appello nemmeno troppo velato alle tensioni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della cita cittadina - Da qui bisogna ricominciare per recuperare il senso di comunità che appartiene a Carrara e che ha caratterizzato la sua storia».

Sullo stesso tenore è stato l’intervento dell’assessore Giuseppina Andreazzoli.

«La città sta vivendo un momento difficile, uno dei più bui dell’ultimo periodo - ha sottolineato la Andreazzoli - Quella di stamani è una festa nel senso antico, come occasione per celebrare il patrono. Come momento di incontro e condivisione».

Un consiglio segnato dal dolore. Dalla partecipazione che ha avuto al centro il tema della Resistenza: non solo per la benemerenza civica dedicata al partigiano Giorgio Mori. Ma anche per gli interventi che hanno affrontato il tema del resistere.

Uno dei relatori è stato il presidente nazionale della Fiap, Mario Artali, ha ripercorso le pagine della resistenza Carrarese, ricordando i suoi tanti personaggi.

Grande commozione per la consegna della benemerenza civica all’energico partigiano ottantaquattrenne Giorgio Mori. «L’emozione taglia le parole - ha esordito Mori - Oggi ho giurato a me stesso che fino alle fine dei miei giorni continuerò ad andare nelle scuole, a insegnare ai giovani cosa è stata la Resistenza e cos’è la libertà. Una libertà che, e questo lo ricordo a tutti, va difesa sempre, come la Costituzione. Io agli studenti, alle loro facce pulite dico sempre: potreste vivere senza aria? Senza poter respirare? Ecco allo stesso modo non si può vivere senza libertà». «A volte sono stanco, quello che accade nel mondo mi scoraggia - ha concluso - ma mi basta vedere i giovani, e ritrovo la forza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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