Finanza
Don Raffaello: il suicidio è dramma, non epidemia
Il parroco del Duomo si commuove: non giudico ma queste cose sono terribili affondano il coltello nell’anima di tutti. E ora aiutiamo i poveri e gli invisibili
CARRARA. «Sono attapirato. Mi viene in mente questo termine, leggero, che si usa in televisione, per parlare di una situazione che mi ha sconvolto nell’anima. Lo starnuto è un’epidemia, non il suicidio: bisogna riflettere quando succedono queste cose. Sono angosciato per quanto accaduto nella nostra comunità».
Parla don Raffaello Piagentini il parroco del Duomo. Un commento a caldo, seduto nel pubblico del consiglio comunale dove è invitato per ricordare il patrono della città San Ceccardo.
«La verità - dice prima di essere chiamato per i saluti - è che sono angosciato, nel profondo. Non bisogna strumentalizzare nulla, ma solo cercare di capire che togliersi la vita vuol dire privarsi del dono più grande».
Si raccoglie nel banco, davanti all’assise comunale il parroco del Duomo, prima di alzarsi e prendere la parola.
«Mi sento a mio agio in questa assise, anche se non vi vengo spesso, come molti di voi non vengono in Duomo. La nostra città è bella e semplice, ricca di valori antichi e moderni - ha esordito don Raffaello - Mi piace essere qui e parlare di resistenza: resistere non è un dato storico, ma è attualissimo. E in città chi resiste sono gli invisibili: io percorro quotidianamente tante scale, ci sono persone che non escono più. Ma che esistono e anche per lo bisogna fare la resistenza».
Don Raffaello ha lanciato un messaggio preciso all’amministrazione comunale.
«L’augurio è che si possa fare qualcosa di concreto per gli ultimi - ha detto con voce forma in consiglio comunale il parroco - Due piccole cose: tutti i locali vuoti di proprietà dell’amministrazione, a cominciare dalle scuole in disarmo, devono diventare abitazioni per chi ha bisogno».
E ancora un appello di don Raffaello. Questa volta ai signori del marmo.
«Noi a Carrara abbiamo l’oro bianco - ha dichiarato - Usiamo questa ricchezza per ridurre al minimo le utenze di gas, luce e acqua a chi ha bisogno. A chi non ce la fa ad arrivare a fine mese».
Il parroco ha concluso il suo intervento con un passaggio su quanto avvenuto nell’ultima settimana. Sui tre suicidi che hanno sconvolto la comunità carrarese e listato a lutto la festa della città e del suo patrono.
«È un momento tragico per la città di Carrara alle prese con tre drammi - ha sottolineato il parroco - In questo momento bisogna ritrovare l’unità. Il valore della comunità che io, che vengo dalla Garfagnana ho sentito subito. Sono qui da trent’anni e mi sento carrarino, proprio come voi».
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