Il Tirreno

Condannato l’intermediario

Condannato l’intermediario

Tre mesi con il rito abbreviato per aver ottenuto un leasing senza restituirlo

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CARRARA. Alla fine non è stato possibile contestare la truffa aggravata, ma Alessandro Panizzi, intermediario finanziario, è stato comunque condannato, con il rito abbreviato, a tre mesi, per appropriazione indebita. In pratica il giudice Giovanni Sgambati ha riconosciuto che il professionista aveva preso e mai restituito 25mila euro in leasing. Ma per ottenerli non aveva messo in moto alcun artificio, quindi niente truffa. La pena è stata ridotta di un terzo per la scelta di un rito alternativo.

Panizzi era già stato condannato per uquel reato a un anno e otto mesi dal giudice Cristina Ponzanelli. Ma la pena era stata cancellata e tutto era dovuto ricominciare da capo. Si trattava di un finanziamento mai arrivato a chi di dovere. L’intermediarioo, che in quella sede ha provveduto anche a risarcire una parte del danno, si è sempre difeso spiegando che il suo non è stato un reato, ma un inadempimento civilistico e chiarendo che la pratica di leasing era stata correttamente istruita. La sentenza del giudice Ponzanelli, comunque, era stata annullata. La questione era finita, infatti, nelle mani della corte d’appello di Genova a cui i legali di Panizzi hanno presentato ricorso. All’apertura del processo avevano chiesto al giudice Cosimo Maria Ferri (primo titolare del procedimento) il patteggiamento, ma il giudice non aveva accolto la loro richiesta. E, di fronte ad una sentenza di condanna, la difesa ha ritenuto che sussistessero i motivi per fare appello, primo fra tutti proprio il “no” al rito alternativo.

Il rito abbreviato ha permesso di chiudere la vicenda con una pena decisamente più lieve, anche perché per contestare la truffa non c’erano gli elementi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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