La manifestazione
Truffa alla Carige, Berneschi a processo
L’ex presidente rinviato a giudizio assieme al manager carrarese di Vita Nuova Ferdinando Menconi. La nuora patteggia
MASSA CARRARA. «Me lo aspettavo, ci divertiremo al processo». Questo il commento dell’ex presidente di Banca Carige Spa(ed ex viceprsidente della Cassa di Risparmio di Carrara) Giovanni Berneschi, 77 anni, al termine dell’udienza preliminare del maxi processo per la presunta truffa a Carige Assicurazioni per cui è stato rinviato a giudizio. Insieme a lui andranno a processo, che inizierà il 23 settembre, altre sette persone. Tra di loro c’è anche il manager carrarese Ferdinando Giovanni Menconi, 71 anni, ex amministratore delegato di Carige Vita Nuova (il gruppo assicurativo di Carige). Gli altri sono gli imprenditori Ernesto Cavallini e Sandro Calloni, il commercialista Andrea Vallebuona, il commercialista Alfredo Averna, Ippolito Giorgi di Vistarino e il notaio Maurizio Priori. La nuora dell’ex presidente Francesca Amisano, invece ha patteggiato 2 anni e 3 mesi di pena e un sequestro per equivalente di 1,3 milioni di euro. Il gup Maria Teresa Rubini infine ha stralciato la posizione del notaio svizzero Davide Enderlin, rinviando gli atti alla procura di Milano.
Berneschi uscendo dall’aula ha sorriso ai giornalisti: «Ho dieci armadi di documenti per la difesa. Sono contento che il processo si faccia a Genova, non è facile portare tutto quel materiale ogni volta a Milano». Berneschi ha confermato la propria soddisfazione per il patteggiamento ottenuto dalla nuora: «Così è fuori da questo casino, nel quale poi non c’entrava niente. Ora può pensare ai suoi figli». Berneschi ha concluso affermando che «Ora incomincia il processo vero».
I pubblici ministeri Nicola Piacente e Silvio Franz avevano chiesto, il 2 febbraio scorso, il rinvio a giudizio di Berneschi, della nuora Francesca, dell’ad di Carige Vita Nuova, Ferdinando Menconi e di altre sette persone al termine dell’indagine del nucleo tributario della Finanza di Genova su una maxitruffa ai danni di Banca Carige (che controlla, lo ricordiamo, la Cassa di Risparmio di Carrara): agli indagati la Procura di Genova ha contestato il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa.
La prima tranche dell’inchiesta Carige riguarda l’acquisto di immobili a prezzi “gonfiati” grazie al denaro sottratto alle casse del ramo assicurativo Carige Vita Nuova e reinvestendo le plusvalenze ricavate all’estero: secondo i pm, il profitto di alcune operazioni finanziarie «orientate da Berneschi e Menconi» veniva “canalizzato” a proprio vantaggio anche «con l’utilizzo di soggetti giuridici esteri».
I magistrati si sono riferiti all’acquisizione di alcune imprese assicurative attraverso le quali venivano acquistati a prezzo “gonfiato” immobili e società proprietarie di immobili; la truffa, secondo gli inquirenti, è iniziata nel 1997. Durante l’udienza preliminare, il pm Piacente ha depositato 329 intercettazioni telefoniche e ambientali, mentre gli avvocati del ramo assicurativo di Carige Vita Nuova e Assicurazioni hanno depositato la richiesta di costituzione in parte civile; anche 150 piccoli azionisti tutelati dal sindacato Siti stanno vagliando la possibilità di costituirsi parte civile.
Al termine dell’udienza, dopo aver ammesso come parti civili sia Banca Carige sia Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni, il giudice Rubini aveva calendarizzato udienze per tutto maggio. C’era molta attesa a Genova per la decisione del gup, soprattutto perché il rischio era che il procedimento potesse essere trasferito a Milano. Invece si farà nel capoluogo ligure, accontentando anche Berneschi.
L’ex presidente della Cassa di risparmio di Genova è originario di Ortonovo, dove si trova, in via Frati, la villa di famiglia che lo scorso anno è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza, su ordine del gip del tribunale di Genova Adriana Petri nell’ambito di questa indagine.
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