La manifestazione
Gli antichi mestieri a rischio scomparsa: il 19% vuole chiudere
Ornisti, sarti, impagliatori alle prese con le difficoltà di ricambio generazionale. L’idea: una scuola artigiana
PONTREMOLI. Se gli antichi mestieri non si imparano sui banchi di scuola, ma dalla esperienza artigiana, autodidatta ecco che oggi possono essere una opportunità occupazionale per i giovani, sempre che tali mestieri, come l'agricoltore, l'ornista, il sarto, l'intrecciatore di paglia, l'artigiano del marmo, e altri, vengano fatti sopravvivere.
Come? Secondo il presidente della Camera di Commercio Dino Sodini, creando scuole degli antichi mestieri. per controbilanciare il fatto che nella provincia il passaggio di testimone, cioè in cambio generazionale avviene solo in un'impresa su dieci: parola dell'Istituto studi e ricerche della Camera di commercio. Lo studio dice anche che nei prossimi anni, il 19% degli imprenditori vorrebbe chiudere l'attività. Mentre il 63% passerà il testimone all'interno della propria famiglia.
Lo studio "Costruire il futuro sulle trame del passato" elaborato dall'Isr e dall'Ufficio Politiche Giovanili della Provincia di Massa Carrara è stato presentato in un convegno all'istituto Alberghiero Minuto. Il 50% degli imprenditori è autodidatta e ha appreso il mestiere sul campo, il 37% è invece figlio d'arte. Solo il 4%, si è formato in un percorso scolastico. «Lo scollegamento tra scuola e impresa - commenta Vincenzo Tongiani, presidente Isr - è un punto di debolezza che non ci possiamo più permettere; gli antichi mestieri, possono dare risposte al tema occupazionale, essere un volano per i giovani costretti a scappare dal nostro paese perché senza alternative».
Nei prossimi anni, dice ancora lo studio, il 17% delle imprese dovrà affrontare la successione: il 63% passerà il testimone all'interno della famiglia ma quasi 4 imprese su 10 non hanno ancora pianificato il loro futuro con il rischio di smarrire altre manualità uniche. Il 54% delle attività campionate nasce dopo il 2000, il 72% ha mediamente 3 addetti. Circa 8 imprese su 10 fatturano meno di 100mila euro. 1 titolare su 3 è donna ma nelle imprese gestite da under 50 il tasso di femminilizzazione raggiunge il 44%. 1 su 4 è laureato e il 63% diplomato. L'indagine esorta il territorio a trovare soluzioni per il futuro "cercando nelle salde radici del passato".
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