La manifestazione
Pomario, il giardino è una selva
Rovi alti fino a 6 metri, il recupero non è mai partito. Italia Nostra: una vergogna
MASSA. Da tre anni circa il Comune di Massa, dopo anni di trattative, portate avanti durante l’amministrazione Pucci, è diventato proprietario di gran parte dell'ex giardino del Pomario Ducale, fino ad allora di proprietà privata. Undicimila metri quadrati di verde acquisiti grazie alla perequazione (la concessione ai privati di un’altra area, edificabile), all’uso collettivo. Nei programmi dell'amministrazione c'è la valorizzazione di questo patrimonio, da trasformare in un giardino e, magari anche per qualche posot auto.
Ma ad oggi il recupero dell'area non è neanche iniziato e il Pomario è un luogo abbandonato. Un degrado che non è sfuggito a Italia Nostra: «Quando il giardino era dei privati - scrive il presidente dell’associazione Bruno Giampaoli - nei tempi di maggior fioritura, i rovi erano alti tre metri, ora che il proprietario è il Comune i rovi sono alti sei metri e sporgono dalla strada». Insomma, il pubblico peggio del privato.
«Non solo, il Pomario è oggi uno sconcio, incubatore di ratti e pericolo di incendio ma anche un danneggiamento al patrimonio pubblico in quanto i rovi stanno soffocando le alberature esistenti che sono patrimonio di tutti», accusa Giampaoli, che si rivolge così al sindaco: «Non comprendiamo le ragioni di tale abbandono vergognoso, e non può essere solo una questione di soldi anche perché più il tempo passa più la pulizia risulterà costosa. Senza tanti discorsi, a quando una pulizia fatta con criterio e a quando un minimale progetto di recupero? Con quale faccia il Comune potrà chiedere ai cittadini di pulire i loro terreni o sollecitare il volontariato per il mantenimento del verde pubblico quando poi è il primo a lasciare questo sconcio? Attendiamo una doverosa risposta che finora non è arrivata nonostante molti solleciti».(c.f.)
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