Sicurezza
Case squillo, pensionato assolto dopo 7 anni
Era accusato di avere gestito un giro di prostituzione di giovani cinesi fra Marinella e la Partaccia
SARZANA. «Per sei anni mi hanno fatto vivere l’inferno, mi hanno tenuto agli arresti (tre mesi fra carcere e domiciliari) e mi hanno fatto anche ammalare. Ora, finalmente, un po’ di giustizia». Paolo Solina, 72 anni, pensionato dell’Aci, romano di origine, residente a Montignoso, commenta così la sentenza con cui il tribunale della Spezia lo ha assolto dalle accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione.
Nell’agosto del 2009 Solina e la sua compagna, Huang Congyan, di nazionalità cinese,oggi 35 anni, vennero arrestati dagli agenti della questura della Spezia. Con l’accusa di avere organizzato un efficiente e redditizio sistema per sfruttare le prestazioni sessuali a pagamento di donne cinesi. La casa di Montignoso, dove i due risiedevano, era – secondo quanto sosteneva l’accusa – una sorta di centrale di smistamento da cui indirizzare i clienti: il cliente chiamava e gli veniva dato appuntamento in una delle due case allestite per gli incontri, una a Marina di Massa, in via delle Pinete e l'altra a Marinella di Sarzana. Arrivati alla casa, priva di campanello, i clienti dovevano richiamare il call center di Montignoso che provvedeva ad avvisare la ragazza affinché li facesse entrare.
Il giro d'affari era molto redditizio, spiegava la questura, tanto che cifre consistenti sono state anche trasferite all'estero. Al termine di quattro mesi di pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e fingendosi clienti, gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Maurizio Caporuscio, fecero scattare gli arresti.
Ma al termine dell’inchiesta e alla fine del processo – ormai a sei anni dall’epoca dei fatti – nessuna di queste accuse rivolte contro Paolo Solina ha retto al giudizio del tribunale. Mentre la signora Huang, che ora si trova in Cina, aveva patteggiato la pena di 2 anni. L’uomo, difeso dall’avvocato Giuliana Feliciani, è stato assolto dal giudice Marta Perazzo dalle accuse di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione aggravato perché commesso a danno di più persone e favoreggiamento della permanenza di clandestini sul territorio dello Stato.
«Le case non le avevo affittate io, ma la mia compagna. Io non c’entravo nulla, faceva tutto Huang, io cercai di dissuaderla senza riuscrici. Andremo in prigione, le dicevo, Ed è stato così, Mai io sono innocente, non ho sfruttato la prostituzione e in quelle telefonate intercettate non indicavo ai clienti dove andare», dice ora Paolo Solina.(c.f.)
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