Il Tirreno

«A Palazzo Cucchiari il mecenatismo moderno»

Il sindaco: significativa sinergia tra intelligenze, risorse private e comunità locale All’apertura della mostra, subito tanti visitatori anche stranieri

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CARRARA. Già da ieri pomeriggio, primo giorno di apertura al pubblico, il Palazzo Cucchiari sede della Fondazione Giorgio Conti è stato meta di un flusso continuo di visitatori, sia carraresi, sia venuti da fuori provincia, e anche stranieri in particolare francesi e tedeschi. Tutti a vedere la grande mostra “Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese dell’Ermitage”.

Grande atmosfera in una Carrara dove arte e musica lirica (il concerto pucciniano a Palazzo Binelli) fanno ritrovare l’antico spirito della città.

Carrara, il marmo e la sua tradizione artistica sono racchiusi nell’evento voluto dalla Fondazione Conti.

La soddisfazione del sindaco. «Canova a Palazzo Cucchiari è un esempio di come l'intelligenza e l'amore per la propria città, si possano fondere mescolando radici collettive e memorie private. – commenta in una nota il sindaco Angelo Zubbani - Il dono che la famiglia Conti ha fatto alla città dell'indimenticato Giorgio è espressione di un mecenatismo moderno legato ad una precisa volontà di mantenerne vivo il ricordo con un'azione costante di valorizzazione, non solo del bene immobiliare, ma della cultura che lo lega alla città».

«Il recupero del palazzo - prosegue la nota - è stato già di per sé una manifestazione di affetto, cura e competenza; la paziente ricerca e rispetto di ogni dettaglio meritano il primo encomio, ma la vera ricchezza è affidata al progetto culturale della Fondazione che farà di Palazzo Cucchiari un punto di contatto con "il mondo esterno", quello di cui la città ha più bisogno».

«Si tratta di un significativo legame sinergico tra intelligenze e risorse private con la comunità locale, con una visione orientata a sostenere anche l'azione pubblica - continua il sindaco - C'è un sentire responsabile volto ad aiutare la città; né beneficienza, né esibizione di una ricchezza fine a sé stessa, piuttosto il riconoscimento ad un uomo che ha saputo mettere a valore il patrimonio, la vocazione, i saperi e la tradizione che la comunità cui apparteneva possedeva. Palazzo Cucchiari sarà la testimonianza vivente che la città rappresenta un patrimonio e che le ricchezze, anche quelle che nascono dal talento e dalle capacità dei singoli che le sanno mettere a frutto, devono ritornare in una qualche misura alla collettività, sia pure sottoforma di bene derivato o immateriale».

«L'evento inaugurale - conclude Zubbani - è stato all'altezza delle ambizioni e delle speranze, uno stimolo a rialzare la testa, ad ambire oltre i localismi. Un invito a non chiudersi, a sprovincializzarsi, ad esibire l'orgoglio di sentirsi, ed ogni tanto far vedere che ancora lo siamo, la capitale del marmo e della sua arte. E' festa prima di tutto dei carrarini; a nulla serve l 'esercizio di chi vanta più meriti, la città si riconoscerà anche in Palazzo Cucchiari e la relazione tra Amministrazione Comunale e la famiglia è stata tutt'altro che il disbrigo di semplici formalità. Incontrarsi nell'interesse comune è il solo aspetto che nel giorno della festa conta. Il gesto è ancora più bello perché non dovuto ma spontaneo. La città saprà apprezzare».

La mostra. Sedici sculture in marmo provenienti dal Museo dell'Ermitage; sette gessi di proprietà dell'Accademia di Belle Arti di Carrara oltre a una copia da Lorenzo Bartolini conservata presso l'istituto d'arte di Massa, opere esemplari del gusto collezionistico dello Zar Nicola I, amante della scultura moderna ospitata al Nuovo Ermitage, legate alla Scuola Carrarese e ai suoi maggiori protagonisti.

Questi i numeri della mostra "Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese all'Ermitage". La mostra realizzata a cura di Sergej Androsov e Massimo Bertozzi presso i locali della Fondazione Giorgio Conti, Palazzo Cucchiari, fino al 4 ottobre 2015

Orari: da martedì a giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 17-22; venerdì, sabato e domenica solo il pomeriggio dalle 17 fino alle 23.30

Lunedì la mostra rimane chiusa. La biglietteria chiude un'ora prima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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