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Scrutini bloccati, adesione al 90%

Scrutini bloccati, adesione al 90%

La soddisfazione dei sindacati: abbiamo dato un segnale forte

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MASSA. Sono terminati negli istituti scolastici del territorio gli scioperi degli scrutini contro il ddl della Buona Scuola di Renzi. I sindacati che lo hanno indetto, ed erano tutti (Cgil, Cisl, Cobas, Snals e Uil), si portano a casa percentuali bulgare di adesione: circa il 90% delle classi.

Come nel resto d'Italia l'iniziativa ha funzionato: gli scrutini sono stati bloccati, i lavori della scuola paralizzati per qualche giorno. Bastava infatti che un insegnante solo, all'ora, scioperasse e lo scrutino saltava, l'elaborazione della pagella slittava. E così è stato. Alcune scuole hanno registrato l'en plein: tutto bloccato. Come all'Itis Meucci di Massa, alla scuola media Dazzi di Carrara e alla scuola media Parini di Massa. E ancora in toto o quasi al Minuto, allo Zaccagna, al Galilei, al Barsanti, al Gentileschi, al Palma, al Marco, alla Bertagnini, al Fermi e al Bonomi. Quasi totale anche al liceo linguistico Montessori, dove lo scrutinio si è tenuto in una sola classe. Un plebiscito che lancia «un chiaro e forte segnale contro il ddl – dice Cristina Ronchieri, dei Cobas Scuola - Sembrerebbe che Renzi abbia finalmente percepito gli schiaffoni elettorali affibbiatigli dal popolo della scuola pubblica e sospetti di aver fatto un bel po’ di errori nei suoi confronti. D’altra parte era impossibile anche per un “grande imbonitore” non prendere atto che la perdita di milioni di voti è dipesa in primo luogo dalle politiche neoliberiste del governo e in particolare dall’attacco sferrato stoltamente contro la scuola pubblica. Un attacco così violento – continua l'insegnante e sindacalista - da aver provocato il 5 maggio il più grande e unitario sciopero generale di sempre, e poi i rilevantissimi scioperi contro i quiz Invalsi, da noi promossi, con la straordinaria partecipazione dei genitori (che hanno lasciato a casa i propri figli alle Elementari il 6 e il 7 maggio) e degli studenti il 12 maggio, che hanno annullato un terzo delle prove a base di indovinelli». Soddisfazione è stata subito espressa dalla Cgil, che attraverso il suo segretario provinciale aveva sottolineato«l'importanza della collaborazione degli insegnanti». Il docente scioperante infatti veniva rimborsato grazie a una cassa comune e molti hanno deciso di devolverla, quella o quelle ore di sciopero, in beneficenza a organizzazioni non governative.

(m.c.)

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