La manifestazione
Zubbani: nessun rancore
Il sindaco parla dopo gli schiaffi, ma è ancora una seduta ad alta tensione
CARRARA. Doveva essere il consiglio della tregua. Della riflessione dopo l’aggressione di martedì scorso al sindaco Angelo Zubbani. Doveva essere il consiglio senza il sindaco, perché fino all’ultimo la sua presenza non era certa. In realtà è stata l’assise del lungo applauso con cui è stato salutato il primo cittadino (da quasi tutta la sala). Ma non è riuscito ad essere il consiglio senza tensione.
Il sindaco: non porto rancore a nessuno. È arrivato con l’occhio bendato e gli occhiali scuri. E ha cominciato puntualmente la seduta del consiglio comunale. Angelo Zubbani ha smorzato l’applauso che lo ha accolto e, all’inizio, ha provato a fare sì che fosse una seduta come tante. Cominciando a parlare di politica, dei due posti vuoti in giunta, quella dei dimissionari, l’assessore Fabio Traversi e il vicesindaco Andrea Vannucci.
«Sette, al massimo dieci giorni saranno sufficienti per permettere all’amministrazione di operare, o meglio di tornare a nella sua completezza - ha annunciato Zubbani - Avevo accarezzato l’idea di concludere il percorso già oggi ma non è stato possibile per riflessioni ancora in corso all’interno dei partiti».
Poi il sindaco ha parlato degli schiaffi. «Intervengo per ingraziare tutti coloro che mi hanno dimostrato la loro vicinanza, ma anche chi mi ha dato consigli e suggerimenti su come fare meglio. Un grazie anche ai dipendenti comunali, per il loro documento di solidarietà. Io per quegli schiaffi non porto rancore a nessuno, è un episodio che ha ferito la città più di me. Sono ancora troppo scosso per fare un’analisi compiuta ma non mi sotrarrò a farla».
Scintille fra i consiglieri comunali. . Un faccia a faccia duro fra i consiglieri di maggioranza e Claudia Bienaimè. L’intervento della consigliere di Carrara Bene comune è netto: «Zubbani non è il sindaco di tutti, non è il mio sindaco, non si possono nascondere i problemi della città e chi li tira fuori non deve essere etichettato come nemico».
La replica arriva prima dagli stessi banchi dell’opposizione: è Maria Elena Musetti di Forza Italia a prendere le distanze: «Non si possono mettere sullo stesso piano i problemi della città e il gesto di violenza subito dal sindaco. Il clima di intolleranza non fa bene a nessuno». La tensione esplode con gli interventi della maggioranza, Leonardo Buselli dei socialisti parte con un attacco frontale: «Sentire ripetere alla consigliera Bienaimè la parola vergogna è inaccettabile». Ha rincarato la dose la capogruppo del Pd Roberta Crudeli: «Claudia - si è rivolta alla Bienaimè - tu continui a fomentare, non hai perso occasione per farti una campagna elettorale». E, nei corridoi ancora più duro un altro esponente del Pd, Lucio Boggi: «La Bienaimè fomenta il clima ostile». Una battuta non la risparmia, neppure il sindaco Angelo Zubbani quando la consigliera di Carrara Bene Comune punta il dito sulla condizione dell’ex Mediterraneo: «Con la proprietà lei può parlarci molto più di me».
La mozione approvata. Presentata dalla capogruppo pd Roberta Crudeli senza il passaggio con l’opposizione la mozione di solidarietà ha provocato una nuova sospensione del consiglio comunale e alcuni emendamenti al testo iniziale. Questo il testo approvato.
«Il Consiglio Comunale di Carrara di fronte alla vile e vergognosa aggressione subita dal Sindaco Angelo Zubbani in presenza di decine di ragazzi delle scuole. Respinge senza appello la violenza, in qualsiasi forma si attui, con parole o comportamenti che diventa metodo di persecuzione e di intimidazione da parte di singoli o di gruppi organizzati. Invita quanti hanno ruoli e competenze a vigilare affinché non vengano violate le regole della democrazia e la libertà di espressione dei cittadini e dei loro rappresentanti. Fa appello alla città affinché respinga con forza metodi che non appartengono alla cultura di una Comunità che ha combattuto per l'affermazione della democrazia, dei diritti e delle libertà».
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