Il dolore
Processo alluvione, salta la prima udienza
Inizio con rinvio a settembre: legittimo impedimento per il senatore Barani, impegnato Parlamento
MASSA. Il gip Antonia Aracri decide che per l’alluvione del 25 ottobre 2011, costato la vita a Claudio Pozzi ed Enrica Pavoletti, amministratori e tecnici dovranno difendersi a processo. Tutti quanti tranne uno: Osvaldo Angeli, la cui posizione è stata stralciata.
Per gli altri undici ieri mattina, di fronte al giudice Giovanni Sgambati, si apre il processo. Inizio con rinvio. Non può, infatti, essere in aula il senatore ed ex sindaco di Aulla, Lucio Barani. Per lui scatta il “legittimo impedimento”: è a Roma, impegnato in Parlamento, per l’elezione di due giudici della Corte costituzionale. Il processo è, quindi, aggiornato al 28 settembre.
Alla sbarra (oltre a Lucio Barani) Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela, tutti e tre dirigenti in Provincia con competenze e responsabilità nel settore della difesa suolo. Roberto Simoncini, primo cittadino di Aulla alla data dell’alluvione, Gildo Bertoncini, ex vicesindaco e l’assessore alla protezione civile Giovanni Chiodetti. Dovranno affrontare l’iter processuale gli (allora) dirigenti di palazzo civico con funzioni in ambito di lavori pubblici, urbanistica e protezione civile: Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe.
Il pubblico ministero Rossella Soffio contesta agli imputati i reati di disastro e omicidio colposi (fa eccezione Giovanni Chiodetti per cui si ipotizza soltanto l’omicidio). Due gli elementi su cui - è emerso in fase di udienza preliminare - vertono le tesi accusatorie: la cassa di espansione di Chiesaccia dove sarebbero dovute confluire le acque del Magra in caso di piena e che - ipotizza il pm - non sarebbe stata collaudata e una progettazione che - tesi dell’accusa - ha previsto l’espansione urbanistica anche sull’alveo del fiume.
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