Sicurezza
La Porto rivuole dal Comune mezzo milione
Sono gli oneri di urbanizzazione sull’area ex Mediterraneo non riedificata. Il giudice si riserva
CARRARA. E ora la Porto di Cararra spa socio unico della società Mediterraneo (costituita per il progetto della struttura turistica da realizzare (e non realizzata)nell’area ex Mediterraneo, rivuole indietro dla Comune gli oneri di urbanizzazione pagati, circa mezzo milioni di euro, chiedendo che vengano detratti dall’importo della fidejussione da 800.000 euro. E questa una dalle principali eccezioni sollevate dalla società assistita dall’avvocato Angelo Ricci che ha depositato una memoria dopo quella del Comune.
Ieri le parti sono comparse dvtanti al giudice del tribunale civile, a Massa, dottoressa Farina, che dopo avere ascoltato le istanze e le argomentazioni delle parti, si è riservata la decisione. Per l’assistenza legale del Comune ieri era presente l’avvocato Marina Vannucci che assieme alla collega Sonia Fantoni sta seguendo questo caso. Sono state respinte dai legali dell’ente locale le eccezioni mosse dalla controparte, in particolare sugli oneri di urbanizzazione, ritenendo che nulla c’entrino con la richiesta del Comune di escutere la fidejussione poiché la società non ha realizzato nei tempi prestabiliti dalla convenzione, il previsto verde pubblico. La Mediterraneo, visto che i titoli edilizi sono scaduti, ha messo sul tavolo la richiesta della restituzione degli oneri di urbanizzazione. L’avvocato Ricci spiega i motivi: «Non abbiamo più autorizzazioni edilizie, per cui riteniamo che il Comune ci debba restituire 576.000 euro di oneri di urbanizzazione. E riteniamo inoltre di non dover pagare la fidejussione». Oggi nel centro di Marina c’è un cantiere fermo, con solo le fondamenta realizzate . Ma ora, sul contenzioso della fidejussione, l’ultima parola spetta al giudice che emetterà nei prossimi giorni un’ordinanza. Il perdente, potrebbe fare appello al collegio giudicante dello stesso tribunale civile.
La Porto spa non pare più intenzionata neppure a realizzare l’albergo (dopo avere chiesto al Comune che al posto dalla attigua Rta fossero realizzati locali residenziali e uffici) . Secondo recenti dichiarazioni alla stampa, Filippo Nardi, uno dei vertici storici della Porto di Carrara spa, l’operazionde edilizia sarebbe naufragata perchè oggi non c’è il Water front e neppure il porto turistico.
E l’orientamento dichiarato, è quello di vendere l’area: da qualche tempo ci sono stretti contatti con la Fondazione della Cassa di risparmio di Carrara, che non intende mettere il naso nelle faccende fra Comune e Porto spa, e che spera solo in un abbassamento del prezzo dell’area (si parla di 4 milioni) a livelli più abbordabili.(c.car.)
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