Il Tirreno

«Fialdini era asservito a Euroservizi»

«Fialdini era asservito a Euroservizi»

Le motivazioni della sentenza della corte d’appello che ha riconosciuto l’associazione a delinquere all’ex funzionario

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MASSA. «Il silenzio di Renzo Fialdini non derivava da negligenza ed indifferenza, ma era il frutto del sostegno al sodalizio criminoso, che altrimenti non avrebbe potuto dispiegare la propria attività illecita. La completa inerzia di Fialdini è troppo clamorosa: non controllò i registri delle cremazioni, lasciati in mano ad Euroservizi anziché essere custoditi da Massa Servizi addetta alla custodia del cimitero, la quale altrimenti avrebbe rilevato la difformità tra le due copie, di cui si avvide la dottoressa Cristina Rossetti nel corso della deposizione; ignorò le proteste del personale di Massa Servizi srl che lamentava l'impossibilità di far rispettare gli orari di accesso al cimitero del Mirteto, poiché i dipendenti di Euroservizi disponevano delle chiavi del cancello che lasciavano aperto; non chiarì per quale ragione nel vano del forno crematorio destinato alla raccolta delle ceneri vi fossero ossa e ceneri sparse per terra; non verificò come venissero smaltiti i residui del forno ed i liquidi». Questa la motivazione della corte di appello di Genova che ha stabilito la condanna dell’ex funzionario del Comune per i reati di abuso d'atti di ufficio ed associazione per delinquere.

In secondo grado Fialdini è stato condannato a due anni e tre mesi. A Massa invece il dipendente pubblico aveva preso otto mesi per falso (reato confermato anche a Genova). In appello ha vinto la linea dell’accusa su questo punto: il sostituto procuratore Federico Manotti ha convinto il collegio presieduto dal giudice Annaleila Della Prieta che il controllore (Fialdini) e il controllato (Renato Alibani, titolare di Euroservizi) erano “compagni di merende”. Le motivazioni vanno ancor più nello specifico: «Dalle prove raccolte - scrivono i giudici - è emerso che Fialdini si è reso responsabile di una serie di condotte concatenate, talune costituenti autonomo reato di violazione delle regole che disciplinano i servizi cimiteriali comprensive del controllo su chi li eserciti, formazione di atti falsi, omissione di denuncia di abbandono indiscriminato di rifiuti provenienti dalle esumazioni. Poiché grazie a tale comportamento collusivo la società poté continuare a operare indisturbata ed a lucrare, dunque l'evento fu la conseguenza della condotta del pubblico ufficiale, Fialdini deve essere riconosciuto colpevole del reato di abuso d'atti d'ufficio».

Ma è il capo di accusa V mosso dal pm e accolto dal collegio ad aver pesato sulle sorti di Fialdini: «I reati contestati sono omessa denuncia, il duplice falso in atto pubblico, l'abuso di ufficio, inteso come la condotta illecita di più ampio respiro in cui le precedenti confluiscono unitamente alle violazioni del regolamento di polizia mortuaria, alla generale omissione di controllo dell'operato complessivo della società appaltatrice e infine alla ancor più generale violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, tutelati dalla Costituzione. Sarebbe stato più opportuno scindere ciascuna condotta, affinché ogni contestazione di illecito penale assumesse fisionomia propria. Questa complicata formulazione del capo di imputazione muove tuttavia al pubblico ufficiale un chiaro rimprovero di vaste proporzioni, che ha trovato riscontro probatorio: avere asservito il proprio ruolo pubblico a Euroservizi, consentendole di conseguire ingiusti profitti che altrimenti non avrebbe ottenuto, perché compito dell'imputato era anche quello di sorvegliare la società appaltatrice».

La chiosa dei giudici è netta: «La vicenda dei falsi è illuminante per comprendere la posizione di Fialdini anche in relazione al reato di abuso d'atti di ufficio e di associazione per delinquere, dai quali il tribunale lo ha erroneamente assolto. Sapeva, condivideva e taceva le inaudite ed inenarrabili nefandezze che abitualmente e su tutti i fronti Euroservizi poneva in essere. L'imputato violava sistematicamente i propri doveri, consoni al ruolo di garanzia dettato dalla funzione di preposto ai servizi cimiteriali, allo scopo di consentire ad Euroservizi di ottenere lauti guadagni, calpestando i diritti altrui». (d.d.)

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