Il Tirreno

Prostitute in centro, la rivolta di Marina

Prostitute in centro, la rivolta di Marina

Allarme di operatori e residenti. Confimprese va dal Prefetto: la situazione non è ammissibile per una località turistica

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MASSA. Non è - e lo premettono subito - questione di perbenismo. Piuttosto - spiegano - di correttezza nei confronti di chi, per trascorrere qualche giorno sul nostro litorale, paga. Insomma, il turista si merita eventi, iniziative, manifestazioni, certo non le prostitute in pieno centro. Fin dalle 10 di sera e per tutta la notte. Così gli albergatori aderenti a Confimprese, con il presidente Claudio Lotto in prima fila, bussano alle porte della prefettura e chiedono una mano. E il prefetto Giovanna Menghini non si tira indietro, assicura che farà il possibile: il tema “prostituzione sul lungomare” finisce così all’ordine del giorno del tavolo sulla sicurezza e l’ordine pubblico.

«Sono anni che facciamo i conti con il problema - spiega Lotto - il fenomeno si intensifica estate dopo estate e adesso ci ritroviamo con le prostitute davanti al pontile. E non a notte fonda, ma già dalle 22. Non mi pare la massima espressione della vocazione turistica. Non c’è, da parte nostra, nessun giudizio morale, la città deve però pensare all’immagine di sè che dà al turista». Immagine che preoccupa non solo gli albergatori, ma anche i commercianti: dal prefetto con Claudio Lotto, titolare dell’hotel Daisy e Fiorenza Puccetti (hotel Nedy), ci sono pure Paolo Mussi, artigiano, Massimo Ambrosini, ambulante ed Enrico Sarcone, storico commerciante marinello, proprietario della ferramenta su via San Leonardo.

Ad operatori e negozianti, fanno eco i residenti. Di Marina, Ricortola, Bondano. L’equazione è “viale delle Pinete uguale prostituzione”: dove il viale passa, le prostitute ci sono. E spesso in zone che sono - o si sentono - periferiche. Chi abita da quelle parti racconta di schiamazzi a tutte le ore, di macchine in sosta con i motori accesi, di frequenti litigi. Auto che frenano all’improvviso con il rischio di tamponamenti, lungo una delle arterie più trafficate del litorale.

E, a completare, si aggiunge l’incuria: parecchi usano la strada come toilette e la mattina tocca fare i conti con i cattivi odori. Non proprio un quadretto da località turistica tanto che qualche attività commerciale rinuncia persino all’apertura serale, anche in piena stagione turistica.

Confimprese sa bene che non si possono fare salti mortali: «Gli anni scorsi la presenza delle forze dell’ordine era maggiore perché - motiva Lotto - erano più ampi gli organici, adesso, in tempi di magra e di personale ridotto ai minimi termini, presidiare tutto il lungomare (con il problema continuano a fare i conti anche Ronchi e Poveromo) è davvero impresa ardua. Siamo comunque soddisfatti della piena disponibilità del prefetto, riteniamo che risolvere, o comunque limitare il fenomeno, sia un servizio reso al turismo e all’economia dell’intero territorio».

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