Sicurezza
«Petrillo? Buon dirigente» La difesa del vice questore
È accusato tra le altre cose di peculato e di falsità ideologica. Alla sbarra anche un agente e un’impiegata. Tutto ruota intorno ad alcuni divani spariti
MASSA. Due testimoni si sono presentati, altri tre invece non c’erano in aula. Così il giudice Antonia Aracri, presidente del collegio che deve giudicare il vice questore di polizia Giovanni Petrillo, ha chiesto alla difesa dell’imputato di tagliare alcuni nominativi della lista che aveva presentato. Nella prossima udienza, prevista il primo luglio, quindi verranno convocati quelli che restano (sei) e poi si andrà alla discussione, con le conclusioni di accusa e difesa. La sentenza è prevista per il 23 settembre. Ieri, invece, a causa di queste defezioni, non è successo granché: due i testi che hanno deposto per una manciata di minuti ciascuno. Alessandra Farina, agente impiegato nell’ufficio logistica dal 2006 e per diverso tempo sotto Petrillo, ha parlato dei rapporti che aveva con il responsabile e di alcune contestazioni fatte da altri dirigenti a lei e ai suoi colleghi. Fulvio Zuccarelli, imprenditore nel settore della distribuzione automatica di merendine e bevande invece ha ripercorso il bando istruito da Petrillo per l’installazione delle macchinette. Testi che servono alla difesa per dimostrare la correttezza del dirigente alla sbarra. «È sempre stato corretto», questo il sunto per entrambi.
Petrillo è accusato di essersi impossessato di tre divani che una ditta aveva regalato alla questura di Massa Carrara: se li è portati a casa e ci ha arredato il salotto della abitazione che divideva con la nuova compagna; un deumidificatore di proprietà della pubblica amministrazione invece per l’accusa - sostenuta dal pubblico ministero Rossella Soffio - lo aveva dato in prestito a un’impiegata, imputata anche lei, dopo averlo richiesto all’ufficio competente per togliere della muffa dalle pareti del suo ufficio. Sono alcune delle accuse che vedono sul banco degli imputati oltre all’ex vice questore di Massa, romano di 47 anni, residente a Massa, attualmente in servizio a La Spezia, anche l’agente Massimiliano Giacich, livornese, 51 anni, residente a Sarzana, e Maria Teresa Sabatini, nata a Castel Viscardo (Terni), 55 anni, residente a Massa. L’indagine era partita da una denuncia dell'ex vice questore vicario Luisa Cavallo, in servizio a Grosseto. Il capo della squadra mobile Antonio Dulvi Corcione aveva messo sotto controllo il telefono di Petrillo ed erano spuntati altri reati. Come quello di falsità ideologica in relazione ad alcuni lavori eseguiti in somma urgenza. Nel dicembre del 2010 il vicequestore attestò l’esistenza delle condizioni per decretare il regime di somma urgenza. Per l’accusa invece quei lavori erano stati fatti mesi prima. (d.d.)
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