La manifestazione
E il consiglio chiede più sicurezza: appello al questore
Il presidente Luca Ragoni: le istituzioni democratiche devono essere rispettate, chiediamo maggiore legalità
CARRARA. Appuntamento con il questore, stamattina, per il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni e i due vicepresidenti espressione di maggioranza e opposizione, rispettivamente Luciano Tonarelli e Lanmarco Laquidara.
Un incontro per chiedere alla Questura «di tutelare le istituzioni democratiche e la legalità» proprio a poche ora dal consiglio comunale convocato non più di mattina ma come di consueto alle 18 di sera. E, soprattutto, alla vigilia del primo consiglio dopo l’aggressione al sindaco.
In sostanza, proprio alla luce di questo episodio il presidente Ragoni e i due vice chiederanno di porre fine al «clima di tensione e intimidazioni che ha caratterizzato le sedute dal dopo alluvione ad oggi».
«Ho già incontrato il questore in passato e c’è sempre stata la massima collaborazione - afferma Luca Ragoni - Il fatto è che sono sempre proseguite le intimidazioni nei confronti di chi, durante i consigli, ha impedito il loro regolare svolgimento e non consentito di parlare ai consiglieri che chiedevano la parola. Ecco io credo che dopo l’aggressione al sindaco questa situazione deve finire. E che la legalità vada rispettata, non solo all’interno di Palazzo civico ma in tutta la città».
E infine Luca Ragoni aggiunge un citazione illustre, quella del presidente Sandro Pertini dopo l’aggressione a Guido Rossa: «Non vi parla il presidente della Repubblica, vi parla il compagno Pertini - disse - Io le Brigate rosse le ho conosciute, hanno combattuto con me contro i fascisti, non contro i democratici. Vergogna!»
Il ringraziamento dei socialisti. «I socialisti di Massa Carrara ringraziano quanti hanno espresso, pubblicamente e fermamente, la loro solidarietà al sindaco Angelo Zubbani per la vile aggressione di cui è stato vittima e apprezzano le posizioni di condanna assunte a sostegno delle Istituzioni, della libertà e della rappresentanza democratica della quale il sindaco è la massima espressione- scrivono in una nota i socialisti - È il segnale inequivocabile che Carrara, con la grande maggioranza dei cittadini, è una città che non ha rinunciato ad esprimere liberamente le proprie idee senza farsi intimidire. Atteggiamenti e comportamenti ben lontani da chi, anche svolgendo ruoli pubblici, mantiene un comportamento ambiguo e vorrebbe trovare nell'alluvione dello scorso 5 novembre una giustificazione impossibile a quanto accaduto. Non risulta che i cittadini che sono stati colpiti dall'alluvione abbiano dato deleghe di rappresentanza ad alcuno e tanto meno a chi pratica e fomenta odio e violenza mentre siamo certi che gli stessi cittadini chiedano sicurezza per il territorio e rimborsi adeguati per chi ha subito danni».
«Ci saremmo aspettati un sussulto di coscienza civile, una condanna chiara e netta, da chi ha scelto invece di dare solidarietà a un personaggio etichettato come "alluvionato" ma soprattutto ben noto come protagonista di atti di intimidazione e di violenza mentre, nei fatti, hanno dimostrato fino in fondo la qualità e l'essenza della loro cultura politica- prosegue la nota - Di fronte ad un episodio così grave abbiamo comunque avuto la possibilità di comprendere che c'è una grande Carrara democratica, che comprende il pericolo e si oppone alla violenza, dandoci la forza di continuare a lavorare impegnandoci ancora di più per amministrare la città, risolvere i problemi e credere fermamente nel valore e nella funzione della democrazia».
(a.v.)
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