Il Tirreno

Venti dipendenti e 44 posti letto

MASSA. La Casa di riposo Ascoli chiude il bilancio “in salute”, con un mini utile di 1.400 euro circa, ottiene, dopo anni, lo sblocco delle risorse per trasformare le casette nel giardino dell’edifici...

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MASSA. La Casa di riposo Ascoli chiude il bilancio “in salute”, con un mini utile di 1.400 euro circa, ottiene, dopo anni, lo sblocco delle risorse per trasformare le casette nel giardino dell’edificio principale in mini alloggi per anziani autosufficienti, ma continua a soffrire per i pochi posti disponibili. L’istituto pubblico (la Ascoli è una Residenza sanitari assistita che funziona come una società ma il capitale è tutto del Comune) ha una lista di attesa “perenne” tra le 15 e le 20 persone. Anziani che chiedono di entrare, ma non trovano posto. Costretti dunque ad attendere, anche sei mesi dura questa attesa – o a rivolgersi – se la loro pensione e le condizioni economiche dei loro famigliari lo consentono – a rivolgersi a strutture private.

Il tutto mentre si avvicina la “rivoluzione” della sanità generata dall’apertura del nuovo ospedale di viale Mattei, imperniata sulla strategia del “meno ricoveri e solo per fase acuta della malattia e più posti letto sul territorio per il dopo fase acuta”, cioè per riabilitazione, cure intermedie e convalescenza, che renderà necessario un aumento dei posti letto nelle strutture di assistenza.

«Oggi per le cure intermedie – spiega Ernesto Manfredi presidente (“a zero stipendio”, tiene a precisare) della Rsa Ascoli – ci sono 4 posti qui e 12 alla Don Gnocchi di Marina di Massa. Si stima che il fabbisogno salirà con l’entrata in funzione del Noa a 70-80 posti. E allora noi diciamo: siamo una struttura pubblica, abbiamo una gestione sana ed efficiente, date a noi la possibilità di avere più posti, di rispondere a questa domanda». La proposta di Manfredi non è una semplice idea: è un progetto sostenuto dall’amministrazione Volpi articolato su due azioni. Il potenziamento della Ascoli, con la ristrutturazione delle casette da una parte, e l’impiego della Scuola infermieri (che si trova in zona ospedale, vicino all’obitorio), immobile di proprietà della stessa Ascoli, per trasformarla nella seconda Casa della salute della città (la prima sarà nel distretto di via Bassa Tambura), dall’altra. Con in più l’utilizzo del centro Pelù di via Marina Vecchia per realizzarvi un modulo di cure a bassa intensità. «La scuola infermieri dispone di tre piani e oltre 2.000 metri quadrati di spazi: c’è posto per la casa della salute e anche per posti letto per cure intermedie», dice ancora Manfredi.

Intanto, la casa Ascoli lavora per aumentare la “ricettività” in modo da rispondere alla domanda che proviene dalla città, ridurre le liste di attesa e raggiungere i 60 posti letto che vengono indicati dagli esperti come la dimensione necessaria per avere un bilancio positivo fra costi ed entrate. «Le 5 casette già realizzate, collegate allo stabile principale da un tunnel coperto e assistite 24 ore su 24 da un infermiere e le altre cinque che finalmente potremo ristrutturare grazie allo sblocco di 130.000 euro stanziati dalla Regione per questo obiettivo fin dal 2006 ma finora inspiegabilmente rimasti in qualche cassetto, daremo una risposta queste esigenze», dice ottimista il presidente Manfredi.

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