Il Tirreno

«Riaprire ai viandanti l’ex convento»

«Riaprire ai viandanti l’ex convento»

Sos dei volontari che curano la struttura per attivare il punto di accoglienza sulla Via Francigena

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PONTREMOLI. Dai sei ai dieci pellegrini ogni giorno e tanta attenzione e interesse da parte dei viandanti. A quasi tre mesi dalla sua riapertura, avvenuta il 31 marzo scorso, sta dimostrando di essere davvero mancato il punto di accoglienza dedicato ai pellegrini della Francigena, all’ex Convento dei Cappuccini. Ventiquattro posti letto ritornati a disposizione dei viandanti che transitano sulla stessa via attraversata dal vescovo Sigerico oltre otto secoli fa. Il servizio di accoglienza ai pellegrini è gestito in particolare dal Gruppo missionario “Padre Daniele” e da altre associazioni di volontariato che aprono le porte del Convento ogni giorno dalle 17 alle 19.

Ma non solo, l’ambizione è quella di poter ampliare il servizio con un maggior numero di posti letto e strutture ricettive all’altezza, per le quali si stanno cercando finanziamenti regionali. Attestazione pratica che non c’è nulla di più appagante per un pellegrino, alla fine di una faticosa giornata di Cammino, che trovare un sorriso ad accoglierlo. Il sorriso di un volontario che ha deciso di donare un po’ del suo tempo a servizio di una realtà che si sta sempre più diffondendo. Perché in fondo il pellegrino cerca poco: un materasso su cui riposare, un luogo dove lavarsi. E così i volontari, che curano l’accoglienza dei viandanti lungo la Francigena evidenziano l’attenzione che c’è da parte dei pellegrini verso Pontremoli e verso il tracciato percorso dal vescovo Sigerico oltre ottocento anni fa. Ma segnalano anche un altro aspetto più intimo e personale della ricchezza di poter spartire con persone sconosciute «valori quali la condivisione, la solidarietà, la comprensione – racconta una delle volontarie del Gruppo - esperienze che, nel nostro vivere moderno, veloce ed egoista è difficile riuscire a comprendere ed a interiorizzare». E raccontano anche di piccoli gesti di condivisione e di gentilezza da parte dei pellegrini che «ripagano dell’impegno», poche cose, come un “grazie” scritto nel registro delle presenze o una scatola di cioccolatini portata in omaggio. Per adesso la struttura copre i bisogni primari di un posto letto e di un luogo dove poter fare una doccia calda. Ci si sta ora attivando anche per permettere che la cucina, già presente e in cui i pellegrini possono già mangiare, ritorni pienamente funzionale.

Il servizio è gratuito con i viandanti che possono lasciare un’offerta in base alle loro possibilità. E i numeri evidenziati, già importanti nonostante la riapertura sia recentissima, indicano sempre di più come la Francigena sia un vero e proprio tesoro dal punto di vista culturale, sociale, turistico che ha portato le amministrazioni pubbliche a prendere coscienza dell’importanza del fenomeno ai fini dell’espansione territoriale. Un modello che può generare nuovi flussi turistici e nuove opportunità di sviluppo, creando un settore legato al turismo che può essere particolarmente invitante per i giovani.

Riccardo Sordi

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