Venti ore senza dormire? Sì, per ascoltare l’Odissea
In riva al mare, al “Pupa e Mocambo”, 80 ragazzi del liceo Rossi leggono il poema No stop dalle 20 di venerdì alle 17 di sabato, per conoscere le imprese di Ulisse
MASSA. È l’arte della parola “detta”, l’abilità ritmica, la formula che si ripropone per offrire supporto alla memoria. L’Odissea è Storia. E la più bella storia mai pensata: identità di un popolo, civiltà. Monumento a ciò che siamo e a come lo siamo diventati. Eccoli gli aedi, i cantori della parola, quelli che affabulano raccontando: ecco intere comunità raccolte, dall’alba al tramonto ad ascoltarli, “vittime” della fascinazione. È la forza dell’epica.
Millenni ci separano da quella grecità orale, da quel sapere raccontato, ma la parola, quella, sopravvive: i ragazzi del liceo classico Rossi la raccolgono, “la coltivano” e la regalano alla città. In una lettura integrale dell’Odissea che è un viaggio dentro di noi e nei fondamenti di una cultura occidentale condivisa. Ventuno ore di parola ininterrotta, dalle 20 di venerdì 12 alle 17 di sabato 13, sulle orme del primo eroe moderno: l’uomo nel viaggio, la sfida ai limiti, oltre le colonne d’Ercole della conoscenza. La patria, l’amore. Ventuno ore in riva al mare perché è il mare la casa di Ulisse. Venerdì sera, il bagno “Pupa e Mocambo” si trasforma nel regno degli aedi: un palco, 80 ragazzi, il tramonto, il rumore delle onde. E la parola. Senza soluzione di continuità. La lettura del poema (nella traduzione di Franco Ferrari), un’esperienza che arriva dopo un anno di studio, di riflessione, di impegno per scoprire l’Odissea nell’antichità e la figura di Ulisse nella letteratura moderna e contemporanea perchè la cultura classica - mutuiamo le parole della professoressa Rosaria Bonotti - «non è sfoggio, nè oggetto di antiquariato, ma radice del futuro, conoscenza dell’Uomo, riappropriazione di luoghi e Storia». E se non c’è Storia senza condivisione, i ragazzi del classico si augurano che il loro progetto sia il progetto di una città, di un territorio, che il mare sia luogo di incontro per decine, centinaia di persone. Per ascoltare l’invocazione iniziale alla Musa, per partecipare, durante la notte, al dispiegarsi della storia: Calipso, Circe, le sirene, il ritorno ad Itaca.
Un palco, le luci e 80 ragazzi, da gli alunni delle quarte ginnasio ai maturandi: 40 si alterneranno nelle lettura. Le voci narranti sono femminili, Ulisse è Gualtiero Santi: ex alunno, studente universitario di filosofia, leggerà duemila versi. Due, invece, le voci di Penelope. Quaranta studenti alla lettura e quaranta colleghi coraggiosi che affronteranno l’impresa no-stop occupandosi di luci, suoni, accoglienza. Sì perché in qualsiasi momento tu arrivi, qualcuno ti accoglie, ti spiega a che punto è giunta la narrazione. Il resto dipende da te: puoi sederti su una sedia, incrociare le gambe sulla sabbia, immergerti nell’acqua per ascoltare cullato dalle onde.Odisseo non ti lascia. Fino alle 17 del sabato, fino all’apericena, rigorosamente greca (a 10 euro). Un progetto coraggiosissimo firmato dal liceo classico Rossi e dall’associazione Mondi Possibili che, voluta e concretizzata dai professori Rosaria Bonotti, Gennaro di Leo e Carlo Pernigotti, vive nelle scuola, con e degli studenti. «Uno strumento di continuità - la definisce la dirigente scolastica Filomena La Pietra - tra il liceo e il mondo esterno». Docenti, alunni, ex alunni.
«Un anno fa esatto - spiega il professor Di Leo alla conferenza stampa di presentazione dell’Odissea - abbiamo pensato ad una lettura ininterrotta. I ragazzi sono divisi in sei gruppi guidati da studenti».
Organizzazione efficiente e tanta esperienza all’interno dei laboratori teatrali e dell’officina letteraria. Lo studio di Ulisse nell’antichità, con una presentazione nelle sale del liceo, quindi uno spettacolo al Castello con Ulisse e Penelope protagonisti de “Gli uccelli” di Aristofane (testo adattato dallo stesso professor di Leo). Un viaggio tra i concetti - sempre attuali, spiega la preside - dell’amore, dell’amor di patria, della fedeltà e dell’infedeltà. Della conoscenza. Un progetto che il Comune sostiene e patrocina, un’idea che Alfredo e Riccardo Prosperi, concessionari del “Pupa e Mocambo” hanno condiviso, insieme alla consigliere Dina Dell’Ertole, alla Banca della Versilia, alla Croce Rossa, a tutti gli sponsor. Alle scolaresche che arriveranno da varie città di Italia (la crisi economica ha impedito la gita agli studenti greci). Insomma, i ragazzi del liceo le loro colonne d’Ercole le hanno superate eccome, in una lettura di ventuno ore: parole di Omero (sempre che un signor Omero sia esistito), traduzione di Franco Ferrari. «E la speranza - nelle parole del sindaco - che la lettura coinvolga tutta la città in un rapporto affascinante con il mare». Con sè stessa e la sua identità.
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