Il Tirreno

Sospesi dal lavoro 26 operai Presidio di protesta a Nca

Sospesi dal lavoro 26 operai Presidio di protesta a Nca

Si erano rifiutati di completare il corso di formazione: « Non c’era abbastanza sicurezza». L’azienda li lascia 3 giorni senza paga. Interrogativi sulle commesse

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Si riaccende il conflitto fra lavoratori e Tecnomar-Nca. 26 dipendenti degli ex Nuovi Cantieri Apuania “assorbiti” dal gruppo che fa capo a Giovanni Costantino, sono stati sospesi per tre giorni lavorativi (in sostanza: 3 giorni senza stipendio) per “ragioni disciplinari”, cioè per avere arbitrariamente lasciato il posto di lavoro. L’azienda imputa loro di avere abbandonato il corso di carpentiere, organizzato dalla stessa Tecnomar per la riqualificazione del personale. «Vero», replicano i lavoratori, «abbiamo sospeso l’esame perchè non c’erano le condizioni di sicurezza nè i tempi per poter portare a termine l’esame». «Non c’era l’attrezzatura sufficiente e così ci siamo ritrovati anche in sei, con una sola molla, che passava da un tavolo all’altro… non si può sostenere una prova in questo modo» raccontano dal picchetto.

Ieri mattina Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno organizzato un presidio davanti all’ingresso di Tecnomar per protestare contro la decisione dell’azienda. «Il provvedimento disciplinare è ingiusto, i lavoratori si sono trovati in forte difficoltà nel portare a termine l’esame nei tempi prestabiliti. Per questo hanno scritto un documento indirizzato all’azienda in cui motivano il loro gesto e hanno sospeso la prova. La risposta è stata la sospensione. Chiediamo un incontro urgente alla direzione per chiarire questa vicenda e per il ritiro del provvedimento», dicono Luisa Pietrini segretaria di Fiom e Giancarlo Leorin, segretario della Uilm. E poi, aggiunge Alessandro Aliboni, «vorremmo sapere come saranno impiegati i lavoratori al termine dei corsi di formazione-aggiornamento. Ci dicono che è stata allestita una saletta con seggiole prese dalla mensa, non vorremmo che si torni alla situazione precedente, quando i 40 dipendenti non rientrati in produzione, dopo due anni di Cassa integrazione sono stati per mesi relegati nell’ex-sala mensa».

Ma la questione della sospensione – che pare destinata, se non ci sarà un’intesa, a finire davanti al giudice del lavoro – non è la sola a fare rialzare la temperatura ai cantieri. I sindacati chiedono di sapere a che punto è il piano per riportare al lavoro tutti gli ex Nca. «Sollecitiamo anche le istituzioni pubbliche che hanno firmato l’accordo a intervenire. A che punto è l’attuazione del piano industriale? Quali commesse ha in portafoglio il gruppo? Che prospettive ci sono per il futuro, visto anche che The Italian Sea ha una concessione addirittura di 30 anni?» si domandano la Pietrini e Leorin. Una risposta indiretta arriva da quanto riporta (vedi box) Ship2Shore, magazine on line di economia marittima, dove si parla (raccogliendo presumibilmente datti del gruppo) di ben sei barche in costruzione e di un valore di produzione per il 2015 di oltre 70 milioni di euro.

Claudio Figaia

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