Gioco
Il sindaco di Carrara preso a schiaffi: "Ho provato dolore, ma soprattutto imbarazzo per quanto mostrato ai bambini"
Angelo Zubbani, in una lettera aperta, racconta quanto vissuto durante l'aggressione in occasione della Bandiera blu
CARRARA. Il sindaco Angelo Zubbani è stato colpito da un violento schiaffo che gli è stato sferrato da un cittadino. L'aggressione è avvenuta il mattino di martedì 9 in Largo Marinai d’Italia a Marina di Carrara alla cerimonia per la consegna della Bandiera Blu al litorale. Sul caso, il primo cittadino, ha deciso di scrivere una lettera aperta, eccola.
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Ancor prima delle dichiarazioni mi sia concessa una riflessione legata ad un’emozione che si è radicata da subito nel profondo dentro di me. Ho l’immagine dei bambini, ospiti per condividere un momento di festa per un successo frutto degli sforzi della loro città. Il dolore più forte è legato al turbamento di qualcuno di loro, al non saper che fare delle maestre, allo smarrimento diffuso tra la gente. Mi sono sentito ferito, di nuovo aggredito, di nuovo con una brutalità che la città non ha mai conosciuto, una rabbia che non ha ragioni. Ho provato dolore, lo confesso, ma soprattutto ho provato imbarazzo per lo spettacolo di barbarie che offrivamo agli occhi di quei bambini.
Ho sentito forte come non mai la responsabilità del ruolo, ho sentito che non ero un cittadino aggredito da un altro violento, ma ero il sindaco di Carrara nell’espletamento delle funzioni di primo cittadino, ero il rappresentante della mia città e dovevo celebrare un evento, l’orgoglio della Bandiera Blu: città e litorale eccellenti davanti agli occhi del mondo, frutto di scelte e fatiche condivise. Ero al mio posto e ho sentito che nonostante la ferita dovevo restarci. Mi sento testimone, senza troppi meriti, di un gesto di civiltà davanti a chi c’era, ma, lo confesso, soprattutto davanti a quei bambini.
Non mi sottraggo a nessuna delle responsabilità che si accompagnano al ruolo di sindaco, a quelle dirette e personali e neppure a quelle derivate dall’appartenere ad un sistema istituzionale che, per quanto imperfetto, è sempre e comunque affermazione di democrazia e libertà di scelta. Questo è il gioco, queste le sue regole. Le accetto. Di tutto, in ultimo quello che resta è il fattore umano e io ho cercato anche in questa difficile giornata di essere uomo e sindaco. Mi ripaga l’affetto che mi viene dimostrato in questi momenti di sofferenza. Sono certo che anche questo servirà a restituire forza al sentimento di orgoglio di essere carrarini, alla voglia di legalità, ad accrescere il senso delle istituzioni. E se così fosse, meglio sopporterei di essere stato bersaglio di questa inqualificabile aggressione. La risposta alla violenza non sta nella violenza ma nella ostinata volontà di sostenere il dialogo. Guardiamo avanti.
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