Sicurezza
Tagli all’Accademia via alla lettera a Renzi
Oltre 250 i firmatari dell’appello che era stato letto nelle strade del centro «È in gioco la competitività dell’alta formazione pubblica»
CARRARA. Lo avevano annunciato, lo hanno gridato una quindicina di giorni fa nelle strade del centro storico inscenando un polemico funerale e poi , come promesso, hanno scritto a Matteo Renzi, al ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini, e poi al presidente della Regione, al sindaco e, non certo ultimi. ai tre candidati alla presidenza dell’Accademia delle belle Arti di Carrara.
Scrivono (più di 250 le firme in calce) gli studenti dell’Accademia per lanciare un appello alle istituzioni: a forza di tagli si sta uccidendo un polo di alta formazione qual è l’Accademia. Un appello che parte dalla quotidianità: «scarsa manutenzione delle sedi, attrezzature fatiscenti e inadatte e un corso, quello di restauro, chiuso definitivamente».
Una situazione determinata dai progressivi tagli al bilancio subiti dall’Accademia di anno in anno costringendo al direzione andare oltre la cosiddetta spending review. Tanto è vero che anche quest’anno ci sarà un nuovo taglio dei trasferimenti di circa 30mila euro.
Tagli che hanno costretto la direzione dell’Accadenia a fare scelte dolorose e, lo dimostra la protesta, impopolari.
Ma la fonte del problema è appunto a Roma perché questi tagli minano gli investimenti nella didattica «e, per effetto, gli standard dell’offerta formativa». «Le varie sedi sono soggette a una scarsa manutenzione - scrivono gli studenti - le attrezzature fornite risultano fatiscenti e inadatte, in particolare quelle del corso di scultura; il corso di pittura può contare solo su un numero esiguo di modelli e il corso di restauro è stato definitivamente chiuso». E se il passato è stato amaro il futuro, scrivono gli studenti nella loro lettera al governo, non si preannuncia migliore: «Per l’anno accademico 2015/16 si prevede un taglio sulla didattica di altri 30 mila euro», con ricadute particolarmente pesanti per il corso di Nuove Tecnologie dell’Arte e «la perdita di 600 ore di lavoro altamente specializzato, prima garantito dalle assunzioni di docenti a contratto particolarmente qualificati nelle materie tecniche. Se un corso di studi di progettazione e arti applicate viene confinato a un piano di studi fortemente teorico, il raggiungimento degli obiettivi formativi diventa problematico».Si conclude nella lettera a Renzi & C. : «Per di più, tale dolorosa scelta della dirigenza ha creato forti contrasti all’interno del corpo docenti e tra alcuni di loro e la dirigenza stessa. Addirittura a causa del “pesante clima” instauratosi, il coordinatore del dipartimento di Nuove tecnologie dell’arte si è dimesso per esprimere il proprio dissenso sui tagli. Questa vicenda è un chiaro indicatore dell’allarmante divario che si sta creando sempre più fra le Accademie pubbliche e quelle private: è in gioco la competitività dell’Alta formazione pubblica».
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