La manifestazione
Massa, nuove regole per le tombe: spunta la cauzione
Le ditte protestano: decine di lapidi non vengono installate
MASSA. Un funerale non è cosa da poco. E non solo per l’emotività e l’affettività, ma pure per il portafoglio. E adesso, a complicare il quadro, arriva pure la cauzione. Prevista da un delibera per i lavori di apposizione lapide nel cimitero. I soldi - ma il parere non è unanime - li sborsa la ditta, ma i cittadini temono, anche sul funerale, l’effetto rincaro. E non è finita perché cambiano pure le regole per l’installazione della lapidi in alcune aree del cimitero. Regole che - obiettano le ditte del settore - non garantiscono efficienti standard di sicurezza. Risultato: decine di lapidi realizzate e non montate. Decine di famiglie in attesa.
La cauzione. Tutto comincia - per disegnare il quadro - con le migliori intenzioni: riordinare, dalla A alla zeta, i sistemi cimiteriali. L’amministrazione si mette all’opera e dà applicazione ad un regolamento che, ad onor del vero, c’è da parecchio. È stato steso nel 2010, ma per 5 anni alcune sue previsioni non si traducono in atti. Il Comune lo recupera e ne garantisce la piena esecutività, assegnando pure un geometra al settore. Quindi, con una serie di atti definisce i dettagli: il “come”, il “dove” e, soprattutto, il “quanto”. Vale a dire: i soldi. E
E qui arrivano le note dolenti perché la giunta, con la delibera 157 del 21 maggio 2015, stabilisce che, per qualsiasi lavori all’interno del cimitero, tocca mettere mano al portafoglio e pagare una cauzione. La ratio - spiega Gabriele Carioli, assessore competente - è chiara: evitare che si facciano danni senza risarcire.
«L’atto - puntualizza chi quei lavori li esegue - non chiarisce se la cauzione debba versarla la famiglia del defunto o la ditta che installa la lapide, anche se siamo concordi, noi e il Comune, nel riconoscere che la cauzione è competenza delle ditte». E non si tratta di spiccioli: se per apporre una lapide singola. La cauzione da rilasciare è 100 euro, sale al doppio per loculo laterale. Fino ai 1.000 euro per la manutenzione delle cappelle. Ma quello che manda su tutte le furie ditte e cittadini è la cauzione di 400 euro per le tombe a terra. Perchè un loculo costa parecchi soldi (oltre i 1.000 euro) e molte famiglie scelgono la sepoltura a terra perchè più economica. Su quella si chiede una cauzione importante.
Chi fa i lavori o installa le lapide alza la voce: «Siamo in piena crisi, ci sono famiglie che le forze economiche per pagare il funerale non ce l’hanno, versano rate mensili. E si introduce pure la cauzione? Chi deve installare 10 lapidi, si trova a pagare 4.000 euro. È impensabile». Il Comune un passo nella direzione del confronto lo fa: Gabriele Carioli garantisce che sull’importo della cauzione il confronto è aperto e che l’amministrazione, con gli uffici tecnici, sta valutando di ridurre gli importi. Qualche ditta è già pronta alla raccolta firme se da Palazzo civico non dovesse arrivare la marcia indietro.
Contestazioni sulla cauzione, ma non solo. L’amministrazione ha dato esecutività anche ad altre previsioni del regolamento: ha stabilito che in alcune aree del cimitero, quelle di valore storico-monumentale - le lapidi con le chiavarde (le staffette bronze ndr) non si possono installare, per motivi estetici. Ma per le ditte del settore quella è la tecnica costruttiva migliore, quella che garantisce l’aderenza della lapide al muro per i 40 anni di concessione del loculo. Si appellano ad un atto del 1994 con cui l’allora sindaco Pucci avrebbe imposto le chiavarde, proprio, a tutela dell’incolumità pubblica. Risultato: in attesa che la matassa sia districata, le lapidi nelle aree del cimitero oggetto del provvedimento nessuno le installa.
E decine di famiglie che la lapide l’hanno scelta e fatta realizzare in alcuni casi anche pagata) aspettano. Questioni tecniche, quindi e tutte nate per garantire una corretta disciplina di un settore delicato come quello cimiteriale. Ma con qualche effetto collaterale.
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